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Dalla fortezza si diramano suggestivi vicoletti che conducono al borgo. Tra le architetture religiose, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, dell’XI secolo, con il suo pavimento a mosaico raffigurante l’Albero della Vita, e la Chiesetta di San Pietro, il cui nucleo originario risale al V secolo.
Ma Otranto è soprattutto città di mare: il porto, le spiagge e le caratteristiche insenature, come la baia dei Turchi, oppure i leggendari Faraglioni.
Tra cultura e sapori, questo piccolo gioiello vanta una tradizione gastronomica genuina e gustosa.
Le profumatissime e rigogliose erbe - capperi, peperoncino, salvia, menta, maggiorana, timo e rosmarino - arricchiscono le varie pietanze.


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Tra i primi, imperdibili i “ciceri e tria”, spesse tagliatelle fritte servite con ceci; la pasta fresca la si ritrova nelle preparazioni con i tipici pomodori salentini e con i carciofi, oppure a base di carni di agnello e di cavallo.


E poi la “tajedda” - con riso, patate e cozze – ma anche le zuppe di pesce, oppure l’ottima minestra di farro con frutti di mare e scorfano.


Tra i secondi si segnalano i “turcinieddhri”, involtini ripieni di interiora di ovino, il succulento polpettone ripieno e le polpette fritte.


E poi un tripudio di ricci di mare, spigole, alici, calamari, seppie, cozze, tutti aromatizzati col pregiato Olio Extravergine d’Oliva e che ben si sposano ai magnifici vini: tra tutti, il Negroamaro e il Primitivo di Manduria.


Per terminare il pasto in dolcezza, i “pasticciotti”, fragrante pasta frolla con crema pasticciera.





Mariachiara de Martino

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