La ricetta originale nasce nelle calde regioni del Marocco, dell'Algeria e della Tunisia e prevede di mescolare la semola di grano duro con dell'acqua, all'interno di una ciotola in terracotta, bassa e larga, chiamata mafaradda.


L'acqua, che deve essere calda e salata nella giusta misura, viene versata a poco a poco nella semola, così da formare tanti piccoli grumi. La base viene lasciata a riposare per qualche ora, dopodiché si procede alla sgranatura. Il piatto viene infine servito in accompagnamento a condimenti a base di carne e verdure.


Secondo gli storici, il cous cous arrivò nel Sud Italia con la dominazione araba, ma fu solo nell'Ottocento che questa ricetta iniziò a diventare parte integrante della dieta degli abitanti dell'estremo Sud dell'Isola. Questa svolta fu dovuto ai primi flussi di lavoratori, che dalla Sicilia si spostavano lungo le coste tunisine, importando così nella terra natìa abitudini, tradizioni e ricette tipiche di quei paesi non più di tanto così lontani.


Tra le ricette più apprezzate dai siciliani vi fu appunto il cous cous, che venne però reinterpretato con un condimento a base di pesce, dando origine così alla celebre ricetta del cous cous alla trapanese.




Articolo di: Eleonora Lisi


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