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Borgo etrusco e medievale della Maremma scavato nel tufo, spesso accostato a Matera per la spettacolarità delle sue architetture rupestri e per l'atmosfera sospesa nel tempo.
Sorano sorge su uno sperone di tufo vulcanico nella provincia di Grosseto, nel cuore di quella Maremma interna che il turismo di massa ha lambito senza mai davvero attraversare. Il borgo appartiene al cosiddetto triangolo del tufo insieme a Pitigliano e Sovana, ma rispetto ai suoi vicini ha conservato un profilo più appartato, meno esposto alla circolazione delle immagini che oggi precede e spesso sostituisce l'esperienza diretta dei luoghi. Qui il tufo non è soltanto il materiale delle facciate: è la sostanza stessa del suolo su cui il paese è costruito, la roccia da cui le abitazioni emergono per sottrazione, come se gli abitanti avessero trovato le loro case già dentro la collina e si fossero limitati ad aprire porte e finestre.
Le origini del sito sono etrusche, documentate da una rete di necropoli e dalle cosiddette vie cave — percorsi incisi nella roccia fino a diversi metri di profondità, probabilmente usati per il transito di carri e greggi, forse anche con funzioni rituali legate al culto dei morti. Questi tagli nel tufo, che collegano il territorio di Sorano a quello di Pitigliano e Sovana, costituiscono uno dei sistemi viari rupestri meglio conservati dell'Etruria meridionale. Sopra questo substrato preromano si è depositata, nel corso del Medioevo, una stratificazione insediativa che ha dato al borgo la sua forma attuale: vicoli stretti, archi, cantine scavate nella roccia, abitazioni che condividono la parete con la montagna stessa.
Il tufo grigio-verdastro di questa zona — prodotto dall'attività vulcanica del distretto dei Monti Vulsini — ha una consistenza che lo rende lavorabile con strumenti semplici ma abbastanza compatto da reggere strutture nel tempo. Questa doppia natura del materiale spiega perché intere generazioni abbiano continuato ad abitare e modificare le stesse cavità, aggiungendo livelli, tamponando aperture, ricavando ambienti nuovi senza mai abbandonare del tutto quelli precedenti. Il risultato è un palinsesto architettonico in cui l'età del ferro, il periodo etrusco, il Medioevo e l'età moderna si sovrappongono senza soluzione di continuità, leggibili a chi sappia guardare le sezioni di roccia come si leggono le pagine di un documento.
Sorano è anche un luogo che porta i segni di una storia demografica difficile. Come molti borghi dell'entroterra maremmano, ha conosciuto nel Novecento un progressivo spopolamento, e alcune sue parti — i cosiddetti Sassi di Sorano, per usare la denominazione locale che richiama esplicitamente il paragone con Matera — sono rimaste a lungo disabitate. Questo abbandono parziale ha paradossalmente preservato la leggibilità delle strutture rupestri, sottraendole alle trasformazioni che altrove hanno cancellato le tracce degli insediamenti più antichi. Oggi il borgo conta poche migliaia di abitanti e mantiene quella misura umana che permette ancora di percorrere le sue vie senza la mediazione dell'affollamento.
Virtual-Pano · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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