Eccellenze Italiane
La coccarda di Eccellenze Italiane

Come scegliamo

Chi decide quali attività entrano nel circuito?

Che cosa guardate prima di inserirne una?

Si può entrare pagando?

E chi controlla voi?

Sono le domande che riceviamo più spesso. Qui sotto trovate le risposte. Più in basso ci sono i sei documenti in cui abbiamo messo per iscritto i criteri, uno per ogni tipo di attività: quello che vale per un ristorante non vale per un'officina.

Chi decide?

La nostra redazione. Le attività ci arrivano in tre modi: ce le segnalano i nostri collaboratori sul territorio, le troviamo noi cercando fra guide e registri pubblici, oppure si candidano da sole.

Da qui in poi il percorso è uguale per tutte e tre. Chi si candida non passa avanti.

Che cosa guardate?

Quattro cose. Valgono per tutte le categorie, e cambia solo il modo in cui si applicano.

  1. Chi l'ha premiata prima di noi

    Guide, premi, registri pubblici, albi professionali. Sono la cosa più facile da controllare, perché chi assegna un titolo ha un nome e una data. Non sono obbligatori.

  2. Che cosa dicono i suoi clienti

    Leggiamo i giudizi pubblici. Ci interessa più la costanza nel tempo che la media: dieci recensioni entusiaste in un mese non dicono niente, tre anni di giudizi che ripetono la stessa cosa sì.

  3. Con che cosa lavora, e come

    Da dove viene la materia prima, quanto si trasforma sul posto, che tecnica serve per farlo. Dove non c'è una materia fisica, come nei servizi, guardiamo la competenza di chi esegue.

  4. Da quanto tempo, e in che rapporto col suo territorio

    L'anno di apertura, i passaggi di gestione, la lavorazione legata a un luogo, il ruolo che l'attività ha nel posto dove sta.

Quanto basta per entrare?

Devono esserci riscontri su almeno due delle quattro cose che guardiamo. E almeno uno di quei riscontri deve venire da fuori, non dall'attività stessa.

Un esempio. Un panificio senza nessun premio, che i nostri collaboratori hanno visto impastare farine di un mulino della sua valle, e che ha clienti che scrivono le stesse cose da cinque anni: ha due riscontri e vengono entrambi da fuori. Entra nella verifica.

Quello che questa regola esclude è l'attività che parla bene di sé e basta.

Superare la soglia non dà diritto a entrare. Vuol dire che apriamo una verifica, e la decisione finale resta della redazione.

Chi ve lo dice?

Quattro fonti. Una qualsiasi delle quattro vale come riscontro esterno.

Un ente esterno
Una guida, una camera di commercio, un consorzio, un albo professionale.
I suoi clienti
Quando si sono espressi in numero sufficiente e per un tempo lungo.
Un nostro segnalatore
Persone che vivono nei territori e ci dicono cosa hanno visto di persona. È la fonte che gli altri non hanno.
La nostra redazione
Documenti controllati, sopralluoghi, materiali letti con attenzione.

Si paga per entrare?

No. Nessun pagamento apre una verifica e nessuna attività entra perché ha pagato.

Chi viene scelto sottoscrive poi un'adesione annuale. Copre i servizi che riceve: la scheda sul sito, la targa, il codice di verifica anticontraffazione, la presenza nella mappa. Chi non supera la verifica non paga niente, perché non c'è niente da pagare.

È una certificazione?

No, e la differenza conta. Non siamo un ente di normazione, nessuno ci ha accreditati e non attestiamo la conformità di nessuno a uno standard tecnico.

Facciamo un lavoro editoriale: guardiamo, controlliamo quello che si può controllare e diciamo da dove lo sappiamo.

E chi controlla voi?

Chiunque legga questa pagina. I criteri sono scritti, i riconoscimenti che teniamo in conto sono nominati uno per uno con l'ente che li assegna, e per quasi tutti esiste un registro pubblico dove chiunque può andare a controllare.

Se trovate un'attività del circuito che secondo voi non dovrebbe esserci, scriveteci. Riapriamo la verifica.

Perché sei documenti diversi?

Perché un ristorante, una cantina e un'officina non si guardano nello stesso modo. Le quattro cose che guardiamo restano quelle, ma i riconoscimenti che contano e le prove che cerchiamo cambiano da un mestiere all'altro.

Ogni documento nomina i riconoscimenti della sua categoria, dice chi li assegna e come si controllano, e chiude con l'elenco delle cose che da sole non bastano. Si leggono qui e non si scaricano.

Rileggiamo questi documenti una volta l'anno. Controlliamo che i riconoscimenti che nominiamo esistano ancora, che non abbiano cambiato nome, e che non ne siano nati di nuovi.