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Itinerario rurale con partenza da Rovasenda che attraversa la Baraggia Vercellese, uno dei paesaggi rurali più rari e caratteristici del Piemonte settentrionale.
Tra le province di Vercelli e Biella, dove la pianura padana cede a un paesaggio di brughiera aperta e acqua diffusa, si estende la Baraggia Vercellese: un territorio di origine glaciale che conserva caratteri ambientali rari nell'Italia settentrionale. Il suolo, povero e acido, ha storicamente resistito alla bonifica intensiva che ha trasformato il resto della pianura, lasciando intatte fasce di vegetazione spontanea — erica, molinia, giunchi — alternate alle geometrie sommerse delle risaie. È in questo contesto che il comune di Rovasenda, nel Vercellese, costituisce il punto di partenza di un percorso didattico-naturalistico realizzato nell'ambito di un progetto nazionale per la valorizzazione dei paesaggi rurali storici, promosso dalla Rete Rurale Nazionale del Ministero dell'agricoltura.
Il percorso attraversa un paesaggio che non si lascia descrivere con le categorie consuete della campagna italiana. La Baraggia non è né bosco né campo coltivato in senso stretto: è una zona di transizione permanente, dove la brughiera — termine che in Piemonte indica proprio questo tipo di landa a vegetazione bassa e acidofila — convive con le risaie allagate da aprile a settembre e con i canali di irrigazione che ridistribuiscono le acque del Sesia. Questo sistema idrico capillare, costruito nei secoli dai contadini della zona, è parte integrante del paesaggio e condizione necessaria per la coltivazione del riso, che qui trova condizioni pedologiche e climatiche particolari. Le varietà coltivate appartengono in larga parte alle tipologie tradizionali del Piemonte orientale.
La fauna riflette la complessità dell'ambiente. Le zone umide e le risaie allagate attirano ogni anno cicogne bianche — la loro presenza nei pressi di Rovasenda è documentata e costituisce uno degli elementi di riconoscimento del territorio — oltre a aironi cenerini, garzette e numerose specie di anatidi. La brughiera ospita invece specie legate agli ambienti aperti e alle praterie magre, alcune delle quali in rarefazione nel resto della pianura. Il percorso didattico è stato concepito proprio per rendere leggibili queste stratificazioni ecologiche, con stazioni interpretative che collegano la storia agricola del luogo alla sua composizione naturalistica attuale.
Rovasenda, borgo medievale riconoscibile dalla torre del suo castello, si inserisce in questo paesaggio come punto di orientamento storico oltre che logistico. Il territorio circostante appartiene all'area protetta della Baraggia Biellese e Vercellese, istituita come Zona di Protezione Speciale ai sensi della direttiva europea Uccelli, il che conferisce al percorso una cornice normativa precisa e una continuità con la rete Natura 2000. Il cammino non è un tracciato di sola contemplazione: è anche una lettura di come un'agricoltura secolare abbia modellato un ecosistema, e di come quell'ecosistema abbia a sua volta condizionato le scelte colturali nel tempo.
Alessandro Vecchi · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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