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Riserva naturale collinare del Monferrato che unisce spiritualità e paesaggio, con cappelle votive disseminate tra boschi e vigneti lungo percorsi panoramici poco frequentati.
La collina di Crea si alza tra i vigneti del Monferrato casalese fino a quota 455 metri, abbastanza da aprire la vista sulla pianura padana e, nelle giornate limpide, sull'arco alpino. Su questo rilievo, che appartiene alla diocesi di Casale Monferrato, sorge uno dei ventiquattro Sacri Monti piemontesi e lombardi iscritti nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. È anche, nel circuito, tra i meno frequentati: una condizione che preserva qualcosa di difficile da quantificare, ma immediatamente percepibile a chi percorre i suoi sentieri fuori stagione o nelle ore del mattino.
Il Parco Naturale del Sacro Monte di Crea protegge la collina e il bosco che la ricopre, un manto di querce, carpini e robinie che accompagna l'intero percorso devozionale. Lungo questo tracciato si distribuiscono ventitré cappelle votive, erette tra il Cinquecento e il Settecento, ciascuna con gruppi scultorei e affreschi che illustrano episodi della vita della Vergine. Il santuario principale, dedicato alla Madonna di Crea, conserva una tradizione di culto che risale almeno al IV secolo secondo la memoria locale, sebbene le strutture attuali appartengano a stratificazioni successive. Le cappelle non formano una sequenza rigida ma si inseriscono nel bosco con una logica che mescola devozione e paesaggio, lasciando che la vegetazione partecipi alla composizione degli spazi.
Il sentiero 701, che compie un anello attorno alla collina, permette di attraversare questa alternanza di architettura minore e natura senza mai perdere il filo del percorso. La luce filtra in modo diverso a seconda dell'ora e della stagione: in autunno il sottobosco cambia colore mentre le vigne circostanti vengono vendemmiate, e la distanza tra una cappella e l'altra diventa un intervallo di silenzio piuttosto che una pausa vuota. In primavera il bosco si apre con più generosità e le vedute sulla pianura si moltiplicano agli spiazzi panoramici che costeggiano il percorso.
Serralunga di Crea, il comune che ospita il sito, conta poche centinaia di abitanti e non ha sviluppato attorno al santuario un'infrastruttura turistica di rilievo. Questo mantiene il luogo in una dimensione raccolta, dove l'unico rumore di fondo è spesso quello del vento tra le querce o, nelle domeniche di festa, il passaggio di qualche pellegrino. Chi arriva con aspettative di solitudine trova, nella maggior parte dei casi, esattamente quello che cerca.
Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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