Lago artificiale incastonato tra le montagne reatine, con acque turchesi e rive boscose che offrono paesaggi di rara quiete lontani dai circuiti turistici più frequentati.
Il Lago del Turano occupa una conca tra i Monti Carseolani, nel Reatino, a circa sessanta chilometri da Roma. È un bacino artificiale, nato negli anni Trenta del Novecento dalla costruzione di una diga sul fiume Turano: un'opera idraulica che ha trasformato la morfologia della valle senza cancellarne il carattere. Col tempo le rive si sono coperte di boschi misti di querce e carpini, le acque hanno assunto tonalità che variano dal verde smeraldo al blu scuro secondo l'ora e la stagione, e il paesaggio ha acquisito una coerenza che rende difficile distinguere l'intervento umano dalla conformazione naturale del territorio.
Sulle sponde del bacino si affacciano due borghi, Castel di Tora e Colle di Tora, entrambi nel comune reatino, entrambi aggrappati alla roccia in posizioni che tradiscono un'origine difensiva. Castel di Tora è il più antico: la prima menzione documentata risale al 1035, nel Chronicon Farfense, dove compare come Castrum Vetus de Ophiano. Per secoli rimase sotto il controllo dell'Abbazia di Farfa, poi passò ai Mareri, fu confiscato da Federico II di Svevia nel 1241 e restituito alla famiglia alla morte dell'imperatore nel 1250. Il nome attuale fu adottato nel 1864, dopo l'Unità d'Italia, in ricordo di un antico pagus sabino-romano denominato Thora o Thiora. La struttura urbanistica conserva l'impronta dell'XI secolo: vicoli stretti, scale ripide, passaggi coperti che un tempo proteggevano gli abitanti dai venti invernali e, in epoche più remote, dalle incursioni saracene che avevano reso necessaria la costruzione di torri di avvistamento lungo la dorsale.
Visto dal basso, dal livello del lago, il profilo di Castel di Tora ha qualcosa di geometrico e quasi improbabile: le case si sovrappongono sullo sperone roccioso senza lasciare spazi vuoti, e il riflesso sull'acqua ne raddoppia la verticalità. È una visione che i fotografi paesaggistici cercano nelle prime ore del mattino, quando la luce radente accentua i contrasti tra la pietra grigia dei muri e il verde delle rive. Il borgo è incluso nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia e si trova a 607 metri sul livello del mare.
Il lago, con la sua superficie di circa 6 chilometri quadrati, rimane una delle mete lacustri meno frequentate del Lazio centrale. La rete di sentieri che percorre le rive consente escursioni di diversa lunghezza tra la vegetazione ripariale, mentre le acque sono tradizionalmente frequentate dai pescatori. L'assenza di grandi infrastrutture turistiche ha preservato un ritmo lento, scandito dalla luce che cambia sulle montagne e dal silenzio che, in certi momenti della giornata, è interrotto soltanto dal verso degli uccelli acquatici.
altotemi · CC BY-SA 2.0 — Wikimedia Commons
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