Prima di proseguire
Questo sito usa solo ciò che serve a farlo funzionare: la lingua che scegli, l'accesso all'area riservata, e conteggi anonimi per capire se la ricerca risponde bene. Per le campagne pubblicitarie chiediamo il tuo permesso, e senza un sì non parte nulla. Vedi l'elenco completo.
Tradizione popolare di Acquapendente in cui vengono realizzati grandi pannelli decorativi con fiori e materiali naturali, celebrando un antico voto della città. È una delle manifestazioni di arte effimera più singolari del Lazio settentrionale.
Acquapendente sorge sull'Appennino laziale settentrionale, in provincia di Viterbo, lungo quella direttrice della Via Cassia che per secoli ha connesso Roma con il nord della penisola. È una città di pietra scura e vicoli stretti, con una cripta romanica del XII secolo che custodisce una replica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. In questo contesto di memoria stratificata, ogni anno la terza domenica di maggio prende forma una delle manifestazioni di arte collettiva più particolari del Lazio: la Festa dei Pugnaloni.
Le origini della festa sono ancorate al 1166, quando Acquapendente si trovava sotto il controllo imperiale di Federico I Barbarossa. La tradizione racconta che nei campi fuori dalla città, presso un ciliegio secco, l'albero fiorì improvvisamente. Gli abitanti interpretarono l'evento come un segno della Madonna del Fiore e quella fioritura inattesa divenne il segnale della rivolta: il governatore imperiale fu cacciato, il castello abbattuto. Il voto alla Madonna fu il gesto con cui la comunità saldò il debito con quella protezione. Da quel momento, ogni anno, la memoria dell'evento viene rinnovata collettivamente.
Il nome "Pugnalone" deriva da "pungolo", l'attrezzo agricolo con cui i contadini pulivano l'aratro e spingevano i buoi al lavoro. In origine erano proprio i pungoli, ornati di fiori e ginestre, a essere portati in processione in onore della Madonna. Nel tempo, la forma si è evoluta: oggi i Pugnaloni sono grandi pannelli di legno — le dimensioni possono essere considerevoli — interamente ricoperti di foglie fresche o secche, petali e materiali vegetali disposti a formare composizioni figurative. Ogni pannello racconta una scena, un simbolo, un tema legato alla libertà o alla storia locale, costruito con una tecnica che è al tempo stesso artigianato e pittura effimera.
La realizzazione è affidata ai rioni e ai gruppi locali, che lavorano per settimane alla preparazione dei materiali e alla progettazione delle composizioni. I pannelli vengono poi esposti per le vie della città e giudicati in un concorso che si conclude con la premiazione in piazza, davanti al palazzo comunale. La competizione tra rioni non è un elemento decorativo della festa: è la struttura portante che garantisce la continuità della tradizione, perché lega ogni generazione alla successiva attraverso la responsabilità di produrre qualcosa di nuovo con materiali destinati a deperire nel giro di pochi giorni.
Questa natura effimera è forse l'aspetto che distingue i Pugnaloni da altre forme di arte popolare. Il lavoro di settimane si consuma rapidamente, e proprio questa caducità appartiene al senso della festa: la fioritura del ciliegio era un evento irripetibile, e ogni anno la città ne ricrea la logica — qualcosa di vivo che appare, compie il suo tempo e scompare. Il Museo della Città di Acquapendente conserva documentazione e testimonianze della tradizione, offrendo continuità alla memoria di ciò che per definizione non può essere conservato nella sua forma originale.
Alessandro Mazzuoli · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
Attività certificate Made in Italy vicine a questo luogo.

Goccia Umbra
Castel Giorgio (TR) · 10.2 km

Corradini Serramenti
Castel Viscardo (TR) · circa 11 km

APICOLTURA GUIDOTTI FEDERICO
Castell'Azzara (GR) · 13.7 km

Frantoio Vabro
Loc Casa del Corto Piancastagnaio (SI) · 14.3 km

Trattoria Del Conte
Orvieto (TR) · 16.9 km

La Buca di Bacco di Edy
Orvieto (TR) · 20.7 km