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La Cartiera di Bevagna è una delle botteghe del Circuito dei Mestieri Medievali che riproduce fedelmente la produzione della carta secondo tecniche del XIII secolo, con macchinari azionati ad acqua e lavorazione degli stracci.
Bevagna conserva la propria pianta medievale con una coerenza che poche città umbre possono vantare. Le strade seguono ancora il tracciato romano dell'antica Mevania, ma è il periodo compreso tra il 1250 e il 1350 a definire l'identità profonda del borgo: quell'arco di un secolo in cui la città era divisa in quattro quartieri amministrativi, le gaite, ciascuno con proprie responsabilità civili e militari. È in questo contesto che nacquero e si consolidarono i mestieri che oggi il Circuito Culturale dei Mestieri Medievali tiene in vita, tra cui quello del cartaro, esercitato nella bottega nota come Cartiera di Mastro Cecco.
La cartiera occupa uno spazio che riproduce fedelmente le condizioni operative di una bottega trecentesca. Il cuore della lavorazione è la pila idraulica a magli multipli: un sistema azionato dall'acqua che pestava gli stracci di lino e canapa fino a ridurli in una pasta fibrosa omogenea, la materia prima da cui si ricavava ogni foglio. Gli stracci, prima di essere lavorati, venivano macerati in acqua per ammorbidire le fibre e favorire la loro disgregazione. Il foglio veniva poi formato immergendo uno stampo di rete metallica nella vasca contenente la pasta diluita, sollevandolo con cura per distribuire uniformemente le fibre, e infine pressato e fatto asciugare. L'ultimo passaggio era affidato al calandro, uno strumento che levigava la superficie del foglio finito rendendola adatta alla scrittura.
Questo processo, nella sua sequenza precisa e nei suoi tempi lenti, era già nel Trecento una tecnologia relativamente recente in Italia. La carta di stracci aveva cominciato a diffondersi nella penisola nel corso del XIII secolo, soppiantando progressivamente la pergamena per la produzione di documenti, registri commerciali e testi di studio. La sua disponibilità più ampia e il costo inferiore contribuirono a modificare le condizioni materiali della cultura scritta, ben prima che la stampa a caratteri mobili ne moltiplicasse ulteriormente la portata.
La bottega di Bevagna non è un allestimento museale nel senso convenzionale del termine: i macchinari funzionano, il processo viene eseguito, il foglio viene prodotto. Questa continuità operativa è parte integrante del Mercato delle Gaite, la rievocazione storica che si svolge ogni anno nel mese di giugno e che coinvolge i quattro quartieri in una competizione regolata da giurie che valutano la fedeltà storica delle riproduzioni. La cartiera, insieme alle botteghe del ceraiolo, del tessitore e del dipintore, costituisce uno dei nodi di questo sistema, che trasforma il borgo per alcuni giorni in uno spazio dove il sapere artigianale medievale viene praticato, non soltanto commemorato.
Diego Baglieri · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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