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Tradizione artigianale della lavorazione del cotto a Pieve, dove mattoni e anfore per vino e olio vengono ancora prodotti a mano secondo tecniche antiche. Un mestiere sopravvissuto che racconta la cultura materiale dell'Umbria rurale.
Piegaro è un comune in provincia di Perugia che sorge su una collina tra boschi e vallate del comprensorio del Trasimeno. Il suo centro storico di impronta medievale è costruito quasi interamente in laterizio — una circostanza che lo distingue con nettezza dalla maggior parte delle città umbre, edificate in pietra. Quella scelta costruttiva non fu casuale: l'argilla del territorio pievese aveva qualità riconosciute ben oltre i confini locali, tanto che la stessa Perugia, città di ben altra dimensione e potere, vi si riforniva per le proprie necessità edilizie.
È in questo contesto che si radica la storia dell'Antico Cotto Pievese, realtà artigianale che mantiene in vita una produzione manuale di laterizi secondo metodi rimasti sostanzialmente invariati nel corso dei secoli. Ogni pezzo viene modellato a mano, uno per uno, nelle stesse forme che la tradizione ha tramandato. Il processo coinvolge quattro elementi nella loro forma più elementare — terra, acqua, fuoco, aria — e si conclude con la cottura in forno ad alta temperatura, dopo una fase di essiccazione che richiede tempi e condizioni precise. Non si tratta di una rievocazione né di una produzione di nicchia orientata al souvenir: i mattoni realizzati a Piegaro entrano in cantieri di restauro architettonico, dove la compatibilità con il materiale storico è un requisito tecnico prima ancora che estetico.
Tra i luoghi che hanno accolto questi manufatti figurano il Duomo di Città della Pieve e la piazza di Pienza, due contesti in cui la coerenza materiale con il costruito storico non ammette approssimazioni. La scelta di ricorrere a un laterizio prodotto a mano, con argilla locale e tecniche tradizionali, risponde a esigenze conservative che i materiali industriali non riescono a soddisfare: la texture superficiale, la porosità, le variazioni cromatiche proprie della cottura artigianale sono caratteristiche che il restauro filologico considera determinanti.
Ciò che l'Antico Cotto Pievese rappresenta nel panorama dell'artigianato umbro è una continuità produttiva che non ha subito interruzioni significative. Mentre molte lavorazioni tradizionali sono sopravvissute soltanto come memoria documentata o come pratica occasionale, qui il ciclo completo — dalla lavorazione dell'argilla alla consegna del prodotto finito — si svolge ancora nella stessa logica artigianale di sempre. Piegaro, borgo noto anche per la sua secolare tradizione vetraria attestata fin dal XIII secolo, custodisce dunque due filiere distinte di cultura materiale: il vetro e il cotto, entrambi legati alla trasformazione di materie prime locali attraverso il fuoco.
myself · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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