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Chef Antonio

In questi anni il Ristorante Mondello ha raggiunto traguardi di successo inaspettato. Il merito è della professionalità e della creatività di Antonio affiancato da un team di lavoro competente in cui il “fattore umano” spicca.  Il motto quotidiano di Antonio è quello di non annoiare mai il cliente e invogliarlo con il suo “savoir faire” e la sua creatività a tornare per gustare novità culinarie, frutto della sua costante ricerca di prodotti genuini e sperimentazione tra i fornelli.

Un delle sue più importanti creazioni è il raviolo a forma di trinacria, omaggio alle sue origini siciliane che non dimentica mai e che sono sempre presenti in quello che prepara per la sua clientela.

Il Ristorante Mondello è per Antonio la sua “sala da pranzo” in cui il cliente è come un “ospite”, un “amico”, invitato a scoprire e mangiare l’autentico Made in Italy in piena pace e relax. Da come ci parla di questo suo ristorante si evince tanta passione e amore e tanto rispetto per il suo personale che ritiene una vera e propria famiglia. Ce lo racconta in questa interessante intervista.

Com’è nata la sua passione per i fornelli?

Nel 99 sono giunto qui in Inghilterra. È sempre stato il mio sogno. Mi sono trasferito non per soldi ma per passione. Provengo da una famiglia umile di origine siciliane. Le donne della mia famiglia sono sempre state delle brave cuoche e io avevo voglia di dedicarmi all’arte culinaria per mettermi in gioco, dedicarmi ad un’attività tutta mia. Noi italiani abbiamo una passione innata per la cucina. Per me la cucina è stato un richiamo verso le origini. Sono un autodidatta in questo settore. Ho fatto tanta gavetta nel corso degli anni che mi ha permesso di crescere tanto, sia umanamente che professionalmente. È stata una sfida con me stesso. Per me questo lavoro è sempre una continua conquista di conoscenze, sapere, creatività. Ogni giorno sperimento nuove ricette con entusiasmo.

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Esterno del locale
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Come mai il nome Mondello’s per questo ristorante italiano nel Regno Unito?

Per onorare le mie origini siciliane. In estate noi palermitani abbiamo l’abitudine di andare a fare il bagno presso la spiaggia di Mondello, una nota località balneare di quella zona.

Come potremmo definire la cucina del Ristorante Mondello’s?

È una cucina artistica. Non riesco a definirla perché è in continua evoluzione. I piatti che preparo e creo hanno alla base prodotti selezionati personalmente da me. Per me questa abitudine è una continua ricerca per offrire il meglio alla mia clientela.

Per lei cosa significa “mangiare sano”?

Nei miei piatti non combino più di quattro ingredienti. Per me la genuinità di un piatto dipende dai prodotti che sono alla base di esso. Io prediligo piatti semplici che non perdono l’essenza del gusto. È inutile combinare troppi ingredienti che non consentono di rispettare le peculiarità stessa di un piatto. Bisogna tornare alle origini, recuperare la semplicità e curarsi del benessere delle persone quando mangiano. Sono consapevolezze che apprendi con l’esperienza. Io non smetto mai di educare i miei clienti al “mangiare sano e bene”. Ci tengo a far mangiare la pasta al dente, carne e pesce fresco, una pizza lievitata per ben 24 ore che garantisce la maggiore digeribilità.

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Staff

Qual è il suo “cavallo di battaglia”?

Il mio cavallo di battaglia è una mia creazione: il raviolo trinacria, un autentico omaggio alla Sicilia. È un raviolo fatto con uno stampo creato pe me. Esso è ripieno di pesce spada, pescato dalle parti di Messina.

Che tipo di atmosfera e ambiente vi è presso il ristorante Mondello’s?

È un ambiente familiare. La cucina è a vista. I clienti possono osservare quello che si prepara. Si respira un’aria conviviale. Il mio team è allegro e professionale. Svolge questo lavoro con entusiasmo e passione. Questa è una carta vincente per questo ristorante. Si respira un’aria di benessere che viene percepita dal cliente. Io la definisco “la mia stanza da pranzo”. È formato da circa quarantacinque tavoli. La gente viene da noi per rilassarsi e calarsi in questa atmosfera rilassante.

Quale consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere il suo stesso lavoro?

Svolgere questo lavoro con entusiasmo. Se questo lavoro non piace e viene svolto solo per bisogno, è meglio lasciar da parte, Questo è un lavoro che assorbe tanto tempo, energie e risorse. Bisogna svolgerlo per vocazione. Bisogna avere costanza e formarsi e aggiornarsi continuamente. Occorre ricercare e innovarsi.  Il mio motto è non far annoiare mai il cliente a tavola. Il cliente deve essere stimolato dallo stesso chef a tornare nel suo ristorante.

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Chef Antonio
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Interni del locale

La più grande soddisfazione raggiunta fino ad ora….

Ho raggiunti tanti traguardi. Ho fatto tante bellissime esperienze. Mi piace tanto vedere i clienti locali che vengono a mangiare da noi. Abbiamo molto supporto da parte dei clienti e questo mi fa star bene. Sono soddisfatto del mio personale che mi segue sin dall’inizio. Il mio staff è parte integrante dell’ambiente ed è affezionato a me. Io ci tengo tanto al fattore umano in questo ristorante.

Il traguardo da raggiungere…

Fare parte di un team importante di chef, conoscere chef quotati. Non si finisce mai di crescere e io non posso fare a meno di evolvermi e mettermi in gioco.

ID Anticontraffazione: 9787Mariangela Cutrone


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