La Signora Maria ci ha parlato del suo Ristorante Bahnhof che offre varie specialità con materie prime importate direttamente dall’Italia.
Alla base del ristorante vige la filosofia, come la stessa titolare ci confessa, della ‘mentalità italiana’: grade attività, disponibilità, gentilezza e mettersi totalmente a disposizione del cliente.

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Signora Maria, quando si è avvicinata alla cucina?


«Ho sempre lavorato nel mondo della cucina. Iniziai a 13 anni come lavapiatti, poi passai ai piatti freddi, dessert, fornelli, buffet… fino alla sala. Una dura gavetta».


Poi decise di mettersi in proprio?


«Esatto, mi sono definitivamente lanciata. Quando si inizia un lavoro bisogna sapere come funziona la cucina, sapere i materiali che abbiamo e cosa stiamo lavorando. È un’attività che è nata partendo dalle vere basi».


Cosa ritiene fondamentale nel suo lavoro?


«La conoscenza del mestiere. Ritengo fondamentale padroneggiare la materia prima dalle farine, conoscere i vini e le diverse tipologie di olio. Del resto se uno fa il cameriere deve conoscere i piatti e quali cibi sono alla base di questi. Altrimenti come farebbe a consigliare al cliente? La mia opinione è che nel nostro lavoro di ristoratori la base sia la cucina. Se quest’ultima non è di ottima qualità non si dà sostegno al cliente».


Cosa vi contraddistingue?


«Puntiamo sulla qualità delle materie prime, in special modo sulla verdura e sul pesce: ogni pietanza deve essere fresca e di stagione. Facciamo tutto in casa. La nostra specialità è la pasta fresca, perché in molti casi si sente parlare di “pasta fresca”, ma spesso non è così. Ebbene, la nostra è 100% handmade. Un piatto che vi consiglierei, sono appunto le tagliatelle gustose con il tartufo, una specialità del ristorante. Un altro punto forte della nostra politica è proporre al cliente cose sempre nuove: per questo ogni mese cambiamo in base alla stagionalità delle verdura e inseriamo le varie novità nella sezione del menu “Lo chef consiglia”. Per quanto riguarda le bibite possiamo appoggiarci a fornitori italiani che ci portano il vino dal Bel Paese, e colgono l’occasione di passare anche alla San Pellegrino per l’acqua».



Foto Buffet all'interno del ristorante

Aprire sul Lago di Zurigo si è rilevata una ottima scelta?

«Si figuri che noi la chiamiamo la Costa d’Oro. Essendo davanti alla stazione, i nostri clienti scelgono il nostro ristorante per mangiare e poi godersi una bella gita al lago. Io, infatti, posso contare su due tipi di clientela: quella che va e viene, e gli ormai affezionati che mi raggiungono persino da Berna».


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Uno dei dolci della casa

Una parola che l’accompagna nella sua attività?


«Ho vissuto con i mie nonni in Italia e ogni volta che iniziavo una frase con “nonna sai…”, lei la terminava con “la speranza è l’ultima a morire”. Questo per me è rimasto un segno indelebile. Qualsiasi cosa si faccia, la speranza non muore mai, bisogna andare avanti a qualunque costo; soprattutto in questo tipo di attività.»


Volete aprire un altro ristorante o siete soddisfatti del lavoro che svolgete?


«Uno, ma fatto bene. Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro. Certo da migliorarsi c’è sempre ogni giorno, importante è avere sempre nuove idee in modo che il cliente si senta stimolato. Mi aggiorno, quindi, su nuovi piatti o dessert che non conosco. La mia cucina, inoltre, vuole essere varia assecondando le esigenze della clientela, ecco perché facciamo anche una cucina gluten-free. Per noi è fondamentale che il cliente vada via pienamente soddisfatto.»


Il ristorante Bahnhof ci ‘mette il cuore’. Se ci andrete, la Signora Maria vi congederà, come sua consuetudine, con ‘siete sempre i benvenuti e felici di avervi servito’.


ID Anticontraffazione conferito da Eccellenze Italiane n. 7429

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