Compiere 50 anni è sempre un grande passo. Quest'anno, il 3 aprile, toccherà a un'eccellenza italiana in Olanda, il Restaurant Mario di Wijdewormer che oggi più che mai guarda al futuro con energia e determinazione. Abbiamo avuto la fortuna di poter parlare col maître, Antonio Opromolla, per conoscere un po' meglio la loro storia in occasione di questa ricorrenza.

«Conosco la famiglia Uva da 37 anni, avevo solo 17 anni quando arrivai in Olanda per la prima volta e conobbi Mario Uva, il fondatore del ristorante. Iniziammo molti anni fa a fare cucina di alto livello con specialità fatte in casa quali i ravioli, le pappardelle, gli spaghetti, tutti di lavorazione artigianale senza aggiungere nulla di industriale. Anche i sughi sono fatti da noi a partire dai fondi di carne e pesce con un lavoro giornaliero e certosino, così come il pane, che facciamo sempre di due qualità, bianco e con le erbette o gli aromi... persino i biscottini che serviamo assieme al caffè sono fatti in casa. Questi anni di attività sono stati molto belli e il ristorante è in continuo progresso».

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Che tipo di materie prime utilizzate? 

 

«Tutti i nostri prodotti sono esclusivamente di provenienza italiana. Quando il defunto Mario era ancora in vita intraprendeva un viaggio col  furgone del ristorante, lo Scudo, per andare a procurarsi le materie prime direttamente in Italia, ad Aosta, dove abbiamo una piccola casa. Lì si riforniva da amici e conoscenti di verdure, salami, fontine, formaggi, prosciutti e di tutto ciò che è tipico e genuino e qui difficilmente reperibile».




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Com'è nata l'avventura del Restaurant Mario?


«In un certo senso, nasce con Mario stesso. Mario Uva era originario di Rossano Calabro, sia il papà che la mamma erano chef e gli trasmisero la passione della cucina fin dalla giovane età. Dalla Calabria la famiglia si spostò prima a Rimini, poi ad Aosta e infine ad Amsterdam negli anni ’70, dove Mario lavorò come chef per cinque anni. Un giorno conobbe una signorina, che poi diventò sua moglie, il cui papà aveva un piccolo bar in un villaggio chiamato Neck a nord di Amsterdam. Mario chiese di poter aggiungere un paio di tavoli per servire cibo italiano all'interno di questo bar dove si vendevano birra e liquori locali accompagnati da friggitoria. Da lì si è iniziato a fare un pò per volta il ristorante, anche grazie al prezioso aiuto dei genitori di Mario che lavorarono qui 20 anni, mettendo su un ristorante italiano coi fiocchi».


Rispetto all'inizio, cos'è cambiato?


«Senza dubbio il ristorante è cresciuto: nel 1967 aveva una capacità di circa 40 sedie, che oggi è triplicata e raggiunge i 120 coperti. Inoltre prima avevamo solo una sala, mentre oggi il locale è diviso in due stabili comunicanti ed è dotato di una saletta per dîner privati e una cantina per i vini, con a dir poco un centinaio di etichette, nella quale organizziamo anche cene e assaggi».



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Ci parli delle celebrazioni per i 50 anni di attività...


«Festeggeremo in forma ufficiale il 3 aprile, con un pranzo per 50 persone al quale parteciperanno molti di coloro che ci hanno apprezzato e sostenuto durante il percorso. Saranno presenti anche giornalisti, fotografi, enologi, gastronomi per lo più olandesi, ma ci saranno anche delle testate di magazine italiani dislocati qui in Olanda che si occupano della promozione della cultura italiana».



E il menù?


«Il pranzo sarà composto da cinque portate: antipasto, due paste fatte in casa, un assaggio di pesce, un secondo di carne, poi dolce, caffè e liquori. La cosa più importante: il pranzo sarà accompagnato dalla bellissima musica del nostro amico chitarrista Bruno Tambani, che suonerà pezzi napoletani e pezzi storici del repertorio italiano».




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