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Come e quando nasce questa tradizione da parte della famiglia Morreale nei confronti dell’arte della pizza?

Siamo una famiglia di pizzaioli che si tramandano di generazione in generazione questo mestiere. Attualmente siamo alla quarta generazione. Abbiamo iniziato ad intraprendere questa carriera negli anni Sessanta in Sicilia. Dopo diversi anni di successo ci siamo trasferiti in Francia per diffondere l’autentica tradizione della pizza italiana e delle specialità culinarie che hanno alla base delle ricette di famiglia di cui ne siamo orgogliosi.

In base alla sua esperienza in Francia, secondo lei perché la cucina italiana riscuote tanto successo nel mondo?

Il merito è della passione che sta alla base di chi la diffonde. A noi piace tanto cucinare. Amiamo questo lavoro. Adoriamo condividere con i nostri clienti le nostre gustose ricette e ci piace trasmettere questo amore innato per il “mangiare bene” e “mangiare sano” che nel nostro locale concretizziamo ogni giorno.

Secondo lei in questo settore conta di più la formazione o l’esperienza?

Ci vogliono entrambe. Ci vuole l’esperienza che ha alla base una formazione basilare su questo lavoro. Entrambi i fattori si integrano e fondendosi consentono di raggiungere l’efficienza.

Che tipo di pizza possiamo gustare presso la Pizzeria Napoli di Niccolò e Franco Morreale?

La nostra pizza è un misto tra pizza napoletana e pizza romana. È caratterizzata da un cornicione tipico di quella napoletana ma è croccante come appunto quella romana.

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Quali sono i gusti di pizza più amati dalla sua clientela, quelli che dobbiamo assolutamente assaggiare?

La pizza più amata è la tradizionale con pomodoro e mozzarella poi segue la prosciutto e funghi e quella con la mozzarella di bufala. Nel corso degli anni abbiamo creato anche una serie di pizze gourmet con le quali soddisfiamo qualsiasi tipo di esigenza e gusto. Non vogliamo mai annoiare la nostra clientela che si rinnova continuamente. Nella farcitura delle nostre pizze prestiamo tanta attenzione alla scelta di prodotti di alta qualità che provengono direttamente dall’Italia.

Oltre alle pizze quali sono le specialità che dobbiamo assolutamente assaggiare?

La scaloppina alla milanese. C’è gente che viene da lontano per assaggiarla perché ha un gusto favoloso. Poi ci sono gli spaghetti al pomodoro con mozzarella e basilico saltati in padella che sono tanto amati dalla clientela che ci segue da anni.

Per lei quanto conta l’estetica nella presentazione di un piatto in questa epoca dominata dai social media?

Secondo me questo aspetto rappresenta il 90% del nostro lavoro. Conta tantissimo e noi non smettiamo mai di curare tutti i dettagli di un piatto.

Secondo un articolo di settore una buona pizza è in grado di stimolare il buonumore e promuovere la convivialità. Lei cosa ne pensa in merito?

Sono d’accordissimo. La pizza stimola la vitalità. Non si può fare a meno di una pizza in una serata in famiglia e tra amici. Personalmente preparare la pizza stimola in me il buonumore. Mi fa star davvero bene lavorarla. L’impasto che preparo ne risente sia del fattore climatico che di quello emozionale di chi la sta lavorando. Non dimenticherò mai di ripetere che la pizza è vita.

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Come è strutturata la carta dei vini della Pizzeria Napoli?

Disponiamo di tanti vini divisi tra zone regionali ossia Nord, Sud e Centro Italia. Abbiamo etichette che vengono dal Piemonte, dal Friuli, dalla Toscana per poi passare all’Abruzzo, puglia e Sicilia. Ci teniamo ad orientare i nostri clienti verso un vino che ben si accosta con la pizza o la specialità che hanno scelto. Fa parte del nostro lavoro.

Il suo è un lavoro in cui si investe tanto tempo ed energie. Ma qual è la parte più soddisfacente?

Quando entrano i clienti con un sorriso sulle labbra perché sono contenti di venire da noi a festeggiare gli eventi della loro vita come compleanni, lauree, battesimi. A noi questo fa piacere e ci fa sentire vicini alla loro vita familiare. Molti nostri clienti sono diventati dei grandi amici. In questo lavoro si instaurano delle significative amicizie che durano da anni e si rinnovano con figli e nipoti.


In base alla sua esperienza di ristoratore italiano in Francia, quale consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere una carriera in questo settore?

Avere il coraggio di stare lontano da casa perché in questo lavoro ci vuole tanta e autentica passione e volontà. Chi non è tagliato per svolgere questo lavoro, la ristorazione può diventare sacrificante e pesante. Di fatti in questo settore si lavora quando gli altri escono e vanno in giro per feste. È un lavoro adatto a chi è disposto a fare sacrifici e non vuole mai smettere di apprendere e mettersi in gioco.

Quanto conta il lavoro di squadra se di svolge questo lavoro?

Conta il 100%. Se non c’è una squadra alla base di questo lavoro non si può realizzare nulla. Lo staff della Pizzeria Napoli è come se fosse parte di una famiglia. Tutti sono importanti. Se c’è qualcosa che non va indubbiamente traspare all’esterno. È necessario e di vitale importanza lavorare in un ambiente lavorativo cooperativo e armonico.





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ID Anticontraffazione: 17675Mariangela Cutrone


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