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È miscellanea di popoli e terra di conquista, costa e montagna, novità e folklore. Basta pensare che alcune sue aree sono state a lungo colonizzate dai saraceni e che, ancora oggi, non si conosce nel dettaglio il rapporto che effettivamente sussisteva tra popolazioni locali e invasori, probabilmente molto più fluido di quel che si è sempre pensato.


Le origini del territorio affondano le radici nei miti più celebri di sempre (Enea, Ulisse, Romolo e Remo) e le usanze popolari e culinarie che ne colorano le giornate sono figlie di questa densissima identità.


Dalla festa dei pugnaloni di Acquapendente (VT), tra le più antiche celebrazioni della Tuscia (Etruria) in cui si intrecciano cristianità e rievocazioni medievali, al Carnevale storico di Frosinone, dalla Festa del Sole di Rieti alla Sagra delle Regne di Minturno, dove è ancora possibile incrociare per strada donne vestite con il tipico costume della “Pacchiana”, tutta la regione è un pullulare di rituali da conoscere e approfondire.


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La Riviera di Ulisse, poi, è famosa per le prelibatezze che è in grado di sfornare, merito di una geografia che unisce la terraferma alla costa e, più in là, alle Isole Pontine, in un mix di sole, sale e antiche attività vulcaniche che hanno reso i terreni molto peculiari.


Da menzionare sicuramente l’oliva itrana, nota anche come oliva di Gaeta DOP, rustica e croccante, la lenticchia di Ventotene e l’infinito menù di vini DOCG che il Lazio può vantare.


E se non bastassero panorami, parchi e monumenti a dare manforte al benessere psicofisico, si può anche contare su un nutrito gruppo di terme libere e corroboranti… alcune delle quali finite addirittura tra i versi della Divina Commedia!



Simona Vitagliano


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