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Luca Vigliarolo e Oscar Ferraro

Com’è nata l’idea di diffondere l’arte casearia italiana in Danimarca?

Abbiamo avuto sin da piccoli la passione per i prodotti tipici caseari della nostra terra d’origine come la mozzarella e la burrata. Dopo l’esperienza di gestire un ristorante italiano qui in Danimarca abbiamo deciso di puntare su questo nuovo tipo di attività perché quello caseario è un settore che qui manca e di cui si sente l’esigenza nel settore della ristorazione e non solo. Sin da quando abbiamo aperto stiamo riscuotendo un grande successo.

Che tipo di riscontro infatti ha avuto l’arte casearia da parte del popolo danese?

Un grande riscontro perché i danesi avendo la possibilità di viaggiare di più negli ultimi anni e quindi di visitare l’Italia, imparano sin da subito ad apprezzare la qualità e il sapore gustoso dei nostri prodotti caseari che fanno davvero la differenza. Motivati da questo tipo di riscontro non abbiamo mai smesso in questi anni di attività di sperimentare, provare, creare le nostre specialità.


Che tipo di clientela trattate?

Abbiamo una clientela variegata che spazia dai ristoratori della zona ai supermercati e ai negozi alimentari della zona.

Cosa caratterizza i vostri prodotti caseari?

Il latte biologico danese che è alla base e che è prodotto in loco. Alla base della produzione delle nostre specialità casearie rispettiamo un processo naturale, chiamato cagliata che richiede tanta pazienza.

Quali sono le specialità casearie che dobbiamo assolutamente assaggiare?

La burrata in primis fatta con panna fresca molto gustosa. È un prodotto che il cliente danese non conosceva ma che noi abbiamo fatto conoscere e dobbiamo ammettere che se ne è subito innamorato. E poi naturalmente molto amata è la nostra mozzarella.

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Preparazione Burrata


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Lavorazione mozzarella

In base alla vostra esperienza in Danimarca, secondo voi perché i prodotti Made in Italy hanno tanto successo nel mondo?

Il Made in Italy è ovunque una garanzia di successo. È sinonimo di cucina di alta qualità e noi con i nostri prodotti non ci fermiamo mai nel perseguire l’obiettivo di diffondere questa alta qualità e genuinità che è tanto apprezzata e ci differenzia ovunque.

Nel settore caseario conta di più la formazione o l’esperienza secondo voi?

La formazione è indubbiamente importante ma lavorando sul campo sono le esperienze pratiche che consentono di lavorare al meglio. Quotidianamente ti rendi conto di tante varianti e fattori che modificano il prodotto e che ti portano ad ottenere risultati diversi.


Qual è la parte che preferite di questo lavoro?

Il processo produttivo dal momento in cui si versa il latte la mattina al risultato finale ottenendo un prodotto gustoso e di qualità. Il nostro lavoro richiede un’attesa che ti insegna ad essere paziente e a godere degli odori e dell’atmosfera tipica dell’arte casearia.

Quali sono le maggiori difficoltà che un italiano può riscontare nel diffondere i prodotti della propria regione di provenienza?

Far capire il proprio prodotto, la sua essenza che a volte può non piacere. Ci vuole molta pazienza e anche un briciolo di fortuna nel trovarsi nel contesto giusto al momento giusto. Ecco perché consigliamo ad un giovane che vuole intraprendere il nostro stesso lavoro all’estero di conoscere bene il contesto nel quale si vuole insediare. Una buona analisi di mercato non gusta mai. Quello caseario è un duro lavoro ma quando porta a buoni risultati è in grado di donarti tanto. Fa tanto poter contare su uno staff collaborativo col quale lavorare in maniera armonica.

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ID Anticontraffazione: 18053Mariangela Cutrone


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notizie Vinothek Thun: tutto il gusto italiano oltralpe «Le cose migliori si ottengono con il massimo della passione…»
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