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Sito archeologico di eccezionale rilevanza emerso di recente a San Casciano dei Bagni, dove sono stati rinvenuti bronzetti votivi e offerte rituali in un contesto termale sacro frequentato da etruschi e romani.
Nella Valdichiana senese, a pochi chilometri dal confine con l'Umbria, San Casciano dei Bagni custodisce sotto la superficie di un'area termale ancora in uso una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi decenni in Italia. Tra il 2022 e il 2024, gli scavi condotti nell'area del Bagno Grande hanno portato alla luce oltre duemila reperti — bronzetti votivi, monete, iscrizioni — in uno stato di conservazione che raramente si incontra nel record materiale dell'antichità. L'acqua termale, con la sua chimica particolare, ha preservato oggetti che altrove il tempo avrebbe consumato.
Il sito corrisponde a un santuario frequentato per secoli da popolazioni etrusche e poi romane, che vi depositavano offerte votive nelle vasche alimentate dalle sorgenti. La natura del luogo — acque calde che emergono dalla terra, percepite come manifestazione di una forza non ordinaria — lo rendeva uno spazio di confine tra il mondo dei vivi e quello delle divinità. Le iscrizioni rinvenute, alcune in etrusco e alcune in latino, attestano una continuità di frequentazione che attraversa la cesura culturale tra i due mondi, senza interrompersi. Non si tratta di una sovrapposizione brusca, ma di una transizione in cui il sacro rimane ancorato al luogo mentre cambia la lingua con cui lo si nomina.
Gli autori antiquari dei secoli XVII e XVIII avevano già segnalato la ricchezza del sottosuolo di quest'area, descrivendo murature, colonne, acquedotti di piombo e pavimenti in calcestruzzo visibili in superficie. Quella memoria erudita era rimasta a lungo senza seguito sistematico. Le campagne di scavo recenti hanno dato forma concreta a quelle descrizioni, riportando alla luce strutture architettoniche romane e il contesto rituale che le circondava. Una parte dei reperti è oggi esposta nelle Stanze Cassianensi, il piccolo museo allestito nell'atrio del Palazzo Comunale di San Casciano dei Bagni, dove materiali, immagini e documentazione degli scavi rendono accessibile la storia del sito a chi visita il borgo.
San Casciano dei Bagni è un centro medievale che conserva il suo impianto storico con la Collegiata di San Leonardo e il tessuto edilizio compatto del borgo collinare. Le quarantadue sorgenti termali del territorio, con una temperatura costante di quaranta gradi e una portata dichiarata di 5,5 milioni di litri al giorno, continuano a essere utilizzate. Le vasche libere del Bagno Grande sono accessibili al pubblico, e la prossimità fisica tra l'area di balneazione contemporanea e il sito di scavo crea una sovrapposizione temporale che non ha bisogno di essere sottolineata: chi si immerge nelle stesse acque in cui venivano depositate le offerte votive di duemila anni fa percepisce da sé la continuità di quel gesto.
Einaz80 · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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