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Minuscolo borgo medievale perfettamente conservato nel cuore del Chianti, circondato da vigneti che si estendono fino all'orizzonte e da un'atmosfera di silenzio e storia.
San Gusmè è una frazione di Castelnuovo Berardenga, nel lembo più meridionale del Chianti Classico, dove la provincia di Siena si allunga verso le crete. Il borgo conserva un impianto circolare che rivela con chiarezza la sua origine di presidio: le mura furono erette nel 1370 dagli stessi abitanti, con il sostegno finanziario di Siena, per proteggersi dalle compagnie di ventura che percorrevano la Toscana nel tardo Medioevo. Prima ancora, nel 1167, il borgo risultava già dato in feudo ai Ricasoli dal vicario imperiale di Federico I, e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano è documentata almeno dall'867. Poche centinaia di anime, oggi, entro quelle stesse pietre.
Il territorio che lo circonda appartiene alla denominazione Chianti Classico DOCG, la zona delimitata tra Firenze e Siena che produce Sangiovese in alcune delle sue espressioni più riconoscibili. Castelnuovo Berardenga costituisce il confine meridionale di questa denominazione, e San Gusmè ne occupa una posizione interna, circondata da vigneti che salgono e scendono lungo i versanti argillosi e calcarei delle colline senesi. Il paesaggio agrario qui non è ornamento: è la ragione economica e culturale attorno a cui il borgo ha costruito la propria continuità nei secoli.
La viticoltura di questa parte del Chianti Classico tende a produrre vini dalla struttura piena, con tannini maturi e una componente minerale che riflette la composizione del suolo — galestro e alberese, le due formazioni rocciose che i produttori locali citano con la stessa familiarità con cui altrove si parla del clima. Le cantine del comune di Castelnuovo Berardenga figurano tra le realtà più solide della denominazione, e alcune si trovano a poca distanza dal borgo, lungo le strade bianche che attraversano i poderi. L'olio extravergine di oliva, ricavato da oliveti che punteggiano gli stessi versanti, completa un quadro produttivo che non ha mai separato nettamente la vigna dall'uliveto.
San Gusmè resta fuori dai circuiti più battuti del Chianti, in parte per le sue dimensioni, in parte perché non ha sviluppato un'offerta turistica organizzata. Questo ha preservato la misura del luogo: le vie interne sono strette, le case addossate le une alle altre secondo la logica difensiva originaria, e il tempo di attraversamento del nucleo storico si misura in minuti. Eppure proprio questa compattezza rende il borgo un punto di osservazione preciso su come il Chianti senese abbia mantenuto, in certi angoli, una continuità tra forma insediativa e paesaggio produttivo che altrove si è allentata.
LigaDue · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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