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La pieve romanica di Castelvecchio di Pescia custodisce un raro fenomeno di architettura solare: la luce entra e si proietta sull'altare in date precise dell'anno, legando il luogo a un simbolismo astronomico medievale.
Nella Valdinievole interna, tra Pescia e i rilievi che segnano il confine con la Svizzera Pesciatina, la frazione di Castelvecchio conserva una delle pievi romaniche meno frequentate della provincia di Pistoia. La Pieve dei Santi Ansano e Tommaso sorge in posizione sopraelevata rispetto al borgo, su un pianoro che domina il paesaggio collinare circostante. Le origini dell'edificio vengono ricondotte all'epoca longobarda, sulla base delle testimonianze materiali più antiche finora individuate, anche se la struttura che si vede oggi riflette i caratteri consolidati del romanico rurale toscano.
L'impianto interno è a tre navate con tre absidi, orientato secondo l'asse est-ovest che governa la tradizione costruttiva delle pievi medievali. Questo orientamento non era una convenzione formale priva di conseguenze pratiche: nelle chiese di questo tipo, la luce del sole entrava dalla facciata o da aperture calibrate e raggiungeva l'altare in corrispondenza di date liturgicamente significative, trasformando il fenomeno astronomico in un atto di linguaggio sacro. Nella pieve di Castelvecchio, la luce diurna che filtra attraverso le aperture della cripta produce effetti di illuminazione che richiamano questa tradizione di architettura solare medievale, dove la misura del tempo e la celebrazione del rito si sovrapponevano con precisione.
La cripta è lo spazio che conserva con maggiore integrità il carattere originario dell'edificio. Tre file di colonne scandiscono un ambiente raccolto, con due altari antichi e una piccola finestra da cui entra la luce naturale. La leggenda locale vuole che proprio in questo spazio sant'Ansano — il santo martire senese a cui la pieve è codedicata — si raccogliesse in preghiera. Il campanile, costruito in posizione distaccata dal corpo principale, assolveva probabilmente anche una funzione di avvistamento, segnale della doppia utilità — religiosa e difensiva — che molte strutture ecclesiastiche rurali svolgevano nel territorio medievale.
Il contesto paesaggistico in cui la pieve è inserita appartiene alla Valleriana, area collinare che si estende a nord di Pescia e che comprende una serie di borghi storici di piccole dimensioni, spesso raggiungibili attraverso sentieri che attraversano oliveti e boschi di castagno. La pieve si trova in Via della Pieve Romanica, nel comune di Pescia, provincia di Pistoia. Il FAI — Fondo per l'Ambiente Italiano — ha incluso il sito nella propria campagna I Luoghi del Cuore, riconoscendone il valore storico e architettonico in un contesto di scarsa visibilità pubblica.
Ciò che distingue questo edificio dalla generica categoria delle pievi romaniche toscane è la stratificazione di funzioni che vi si sovrappongono: astronomica, liturgica, difensiva, agiografica. Nessuna di queste dimensioni prevale sulle altre in modo esclusivo, e proprio questa complessità silenziosa — leggibile nella pietra, nella disposizione degli spazi, nell'orientamento del volume — costituisce la ragione per cui un edificio apparentemente modesto continua a richiedere attenzione.
Robertoflori · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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