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Dicomano, piccolo comune del Mugello, conserva memoria documentata di antichi mestieri locali come il bigherino, il panieraio e la bucataia, figure artigiane ormai scomparse ma testimoniate da pubblicazioni scolastiche e comunali.
Dicomano sorge nel Mugello orientale, nel punto esatto in cui il torrente Comano confluisce nella Sieve. Il territorio digrada dall'Appennino verso il fondovalle attraverso boschi di faggi, querce e castagni, e il paesaggio porta ancora i segni di una civiltà rurale che per secoli ha organizzato la propria esistenza attorno alle risorse del luogo. Le origini dell'insediamento risalgono all'età del Bronzo, come attestano gli scavi stratigrafici condotti negli anni Settanta del Novecento nell'area del cantiere Rosselli, nel centro abitato, dove i livelli antropici più antichi si trovano sepolti sotto sedimenti alluvionali e tracce di attività artigianali di età moderna. Questo stratificarsi di presenze umane è la premessa necessaria per capire come certi saperi manuali abbiano potuto radicarsi e trasmettersi nel tempo.
Tra i mestieri che hanno caratterizzato la vita di Dicomano fino al Novecento inoltrato, tre figure emergono con particolare nitidezza dalla memoria collettiva: il bigherino, il panieraio e la bucataia. Il bigherino lavorava il vimini e le fibre vegetali per produrre nastri e passamanerie; il panieraio intrecciava ceste e contenitori destinati all'economia domestica e agricola; la bucataia era la lavandaia che gestiva il bucato con tecniche tramandate di generazione in generazione, spesso lungo le rive dei corsi d'acqua che attraversano il territorio. Questi tre profili non erano figure marginali: erano nodi di un sistema economico fondato sull'autosufficienza, in cui ogni comunità rurale produceva internamente gran parte di ciò di cui aveva bisogno.
La documentazione di queste figure è affidata a un volume dal titolo preciso: *Bigherino, panieraio, bucataia: mestieri e storie a Dicomano*, prodotto dalla scuola media locale e pubblicato dal Comune. Il progetto editoriale ha raccolto testimonianze dirette di chi aveva conosciuto o praticato quei mestieri, trasformando la memoria orale in patrimonio scritto. Il volume è entrato a far parte della bibliografia sugli antichi mestieri e sull'artigianato in Toscana curata dalla Biblioteca del Consiglio regionale, nell'ambito di un lavoro di catalogazione sistematica avviato anche in risposta alla legge regionale n. 15 del 5 marzo 1997, che istituisce un elenco delle attività a rischio estinzione nel territorio toscano — un elenco che conta circa un centinaio di voci.
Ciò che rende significativa questa esperienza dicomanense non è la rarità dei mestieri in sé, ma il modo in cui una comunità di dimensioni contenute ha scelto di custodirne la traccia. La scuola come luogo di raccolta della memoria, il Comune come editore, la biblioteca regionale come archivio: tre istituzioni diverse che si sono trovate a svolgere una funzione che altrove è rimasta incompiuta. Il Mugello, territorio che ha vissuto trasformazioni demografiche profonde nel corso del Novecento, conserva in questo volume un frammento di quella civiltà materiale che il tempo e lo spopolamento hanno altrimenti disperso.
Dalebale · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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