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Il faro di Punta Palascìa segna il punto più orientale d'Italia, dove le acque dell'Adriatico e dello Ionio si incontrano in un paesaggio costiero aspro e poco frequentato. È un luogo di confine geografico e visivo, lontano dai circuiti turistici di massa di Otranto.
Punta Palascìa è una coordinata geografica prima ancora che un luogo. Il capo più orientale della penisola italiana si allunga nel Canale d'Otranto a pochi chilometri da Otranto, e da qui la costa albanese dista appena 73-74 chilometri — una distanza che nelle giornate di tramontana si riduce visivamente, lasciando emergere il profilo delle montagne oltre il mare. È uno di quei punti in cui la cartografia smette di essere un'astrazione e diventa paesaggio concreto, misurato dal vento e dalla luce.
Il faro fu costruito alla fine del XIX secolo e la sua lanterna si trova a 60 metri sul livello del mare. La struttura, recentemente oggetto di interventi di restauro sostenuti anche da fondi europei, è ancora operativa: la sua luce continua a segnalare il confine tra l'Adriatico e lo Ionio ai naviganti che percorrono uno dei tratti di mare più trafficati del Mediterraneo. Nelle vicinanze è stato realizzato un Museo Multimediale del mare, a testimonianza di un interesse istituzionale per la valorizzazione del sito che non ha tuttavia alterato la natura essenziale del luogo. L'ultimo guardiano del faro, Elio Vitiello, è scomparso a ottantotto anni: con lui si è chiusa una figura professionale che per generazioni aveva incarnato il rapporto diretto tra l'uomo e questo lembo di costa.
Il paesaggio che circonda il faro è quello della macchia mediterranea bassa, modellata dal vento costante che sale dal canale. Le scogliere scendono a picco sull'acqua, interrotte da calette raggiungibili a piedi lungo sentieri non segnalati. La distinzione cromatica tra i due mari — più scuro e compatto l'Adriatico, più chiaro e mobile lo Ionio — è percepibile in certe condizioni di luce direttamente dalla punta, come una linea che il mare traccia da sé senza bisogno di cartelli.
Ogni notte di San Silvestro il faro diventa punto di raduno per chi vuole assistere alla prima alba del nuovo anno in Italia: una tradizione che trasforma brevemente questo tratto di costa remota in un luogo di attesa collettiva, prima che il silenzio torni a essere la sua condizione ordinaria.
Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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