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A Matera è stata valorizzata negli ultimi anni l'arte dell'ebanisteria, con la produzione e il restauro di mobili a intarsio che affonda le radici nella tradizione artigiana lucana.
Matera porta nel suo nome la radice stessa della materia — la pietra calcarea che ha modellato i Sassi, i vicoli, le chiese rupestri. Eppure accanto alla civiltà della roccia esiste, meno visibile ma non meno radicata, una civiltà del legno. L'ebanisteria e la pratica dell'intarsio appartengono alla tradizione artigiana lucana da secoli, tramandate attraverso botteghe che lavoravano su commissione per famiglie, chiese e istituzioni civili, producendo mobili, cornici, pannelli decorativi in cui il legno veniva trattato con la stessa pazienza che la pietra richiedeva agli scalpellini.
L'intarsio è una tecnica che non ammette approssimazione. Consiste nell'inserire frammenti di legno di specie diverse — o talvolta avorio, madreperla, osso — all'interno di una superficie lignea, componendo disegni geometrici o figurativi con una precisione che si misura in frazioni di millimetro. Ogni tassello deve combaciare senza giochi, senza forzature. La scelta delle essenze non è decorativa ma strutturale: il noce, il pero selvatico, il ciliegio e il frassino offrono tonalità e grane differenti che, accostate, costruiscono il disegno senza ricorrere a pigmenti. Nella tradizione lucana, questa conoscenza dei materiali locali era parte integrante della formazione dell'artigiano, trasmessa in bottega attraverso anni di apprendistato diretto.
A Matera, la valorizzazione di questa pratica si è intensificata negli anni successivi alla designazione della città a Capitale Europea della Cultura nel 2019, quando l'attenzione verso le forme espressive del territorio si è estesa anche ai mestieri manuali. Alcune botteghe hanno ripreso o consolidato la produzione di mobili a intarsio secondo metodi tradizionali, affiancando alla creazione ex novo il restauro conservativo di pezzi antichi — un lavoro che richiede, oltre alla perizia tecnica, la capacità di leggere l'intenzione originale di un manufatto e di reintegrarne le parti mancanti senza alterarne il carattere.
Il contesto più ampio è quello dell'artigianato del legno diffuso in tutta la Basilicata, regione in cui la disponibilità di boschi di latifoglie ha storicamente alimentato una filiera che andava dal taglio e dalla stagionatura fino alla lavorazione finale. Matera si colloca in questo panorama come uno dei centri in cui la componente decorativa — l'intarsio, appunto — ha trovato espressione più elaborata, distinguendosi dalla falegnameria di uso corrente per la complessità del processo e per il tempo che ogni opera richiede.
Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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