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Cerreto Sannita, nel Sannio beneventano, è uno dei centri storici della ceramica campana, con una tradizione produttiva che risale al Seicento e caratterizzata da decori policromi su smalto bianco.
Cerreto Sannita sorge alle pendici del Parco Regionale del Matese, nella provincia di Benevento, a circa trenta chilometri dal capoluogo sannita. Il paese conta poco più di 3.500 abitanti e deve la sua forma attuale a una catastrofe: il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo il vecchio centro abitato, e la ricostruzione seguì un impianto urbanistico regolare, con strade ortogonali, piazze proporzionate e un'architettura tardo barocca che ancora oggi definisce il profilo del borgo. In quella rifondazione, la ceramica non fu soltanto un mestiere che sopravvisse al sisma — divenne uno degli assi portanti dell'economia e dell'identità della nuova città.
Le radici della lavorazione dell'argilla a Cerreto sono ben più antiche del Seicento. Il territorio ha restituito tracce di un forno neolitico destinato alla cottura di manufatti in creta, e nel Medioevo la vecchia Cerreto ospitava già botteghe di vasai, pignatari e *rovagnari* — produttori di stoviglie in terracotta che raramente ricorrevano alla smaltatura, considerata un lusso da non sprecare. Fu dopo il terremoto che la produzione subì una trasformazione qualitativa: la ceramica smaltata e dipinta a mano, su fondo bianco con decori policromi a motivi floreali e figurativi, divenne il segno distintivo della manifattura cerretese e la differenziò nettamente da altri centri campani, Vietri sul Mare in primo luogo. Per secoli i manufatti di Cerreto furono esportati in tutto il Regno di Napoli, raggiungendo committenti ecclesiastici, aristocratici e mercati lontani.
Oggi la tradizione ceramica di Cerreto Sannita è riconosciuta dal marchio nazionale "Ceramica Artistica Tradizionale" e il comune è socio fondatore dell'Associazione Italiana Città della Ceramica, costituita nel 1999. La continuità del mestiere si articola su più livelli: le botteghe artigiane che praticano ancora la tornitura e la decorazione a mano, l'Istituto d'istruzione superiore Carafa-Giustiniani con il suo indirizzo artistico, il Museo della Ceramica che raccoglie e documenta la produzione storica, e una rete di studiosi e associazioni locali impegnati nella ricerca e nella divulgazione. La ceramica di Cerreto non è dunque un reperto da conservare sotto vetro: è una pratica viva, trasmessa attraverso canali formali e informali che si intrecciano nel tessuto quotidiano della città.
Ciò che distingue questa produzione, al di là dei decori, è il rapporto stretto tra il manufatto e il luogo. Le materie prime — argilla, acqua, legname per i forni — erano storicamente fornite dal territorio circostante, e quella prossimità ha modellato nei secoli sia le tecniche sia l'estetica. Camminare per il centro storico di Cerreto significa incontrare la ceramica non solo nelle vetrine delle botteghe, ma negli arredi urbani, nelle decorazioni architettoniche, nelle superfici che rivestono spazi pubblici e privati. Il mestiere è entrato nella pietra della città, letteralmente.
Museo Civico di Cerreto Sannita · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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