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Antica città messapica nel cuore della Valle d'Itria, Ceglie Messapica conserva un centro storico di archi e piazzette bianche che racconta stratificazioni culturali dall'età del Ferro al Barocco. È un borgo che vive di tradizioni gastronomiche e artigianali radicate.
Nell'entroterra della provincia di Brindisi, dove l'altopiano delle Murge meridionali scende verso la Valle d'Itria, Ceglie Messapica occupa un'altura che gli uomini hanno scelto di abitare con continuità dall'età del Ferro. Il nome stesso porta incisa la sua origine: i Messapi, popolazione italica di probabile matrice illirica, fondarono qui un insediamento che divenne uno dei centri più rilevanti della Messapia preromana, quella fascia di territorio compresa tra il Tarantino e il Salento che Roma assorbì solo dopo la guerra contro Pirro e Taranto nel III secolo a.C.
Di quella presenza rimangono tracce nel paesaggio e nella toponomastica più che in monumenti visibili al primo sguardo. I Messapi erano costruttori di mura megalitiche — i cosiddetti muri a secco di grandi blocchi calcarei — e di manufatti ceramici dalla decorazione geometrica precisa, oggi conservati nei musei della regione. Il territorio circostante il borgo custodisce ancora, in parte, i segni di quella organizzazione del suolo: una rete di insediamenti rurali e percorsi che anticipano la centuriazione romana.
Il centro storico che si vede oggi è il risultato di sedimentazioni successive. Il Castello Ducale, con la sua torre cilindrica, risale nell'impianto all'epoca angioina, quando il controllo normanno-svevo lasciava il posto alla nuova dominazione francese nel Regno di Napoli. Attorno al castello si sviluppa una trama di vicoli stretti, corti chiuse e archi bassi in pietra calcarea bianca, interrotti da piazzette dove le chiese barocche — costruite tra il Seicento e il Settecento — mostrano facciate sobrie rispetto all'esuberanza di altri centri pugliesi. La pietra locale, estratta dai dintorni, conferisce all'insieme una tonalità uniforme che cambia con la luce del giorno.
La tradizione dolciaria di Ceglie Messapica è parte integrante della sua identità storica. I bocconotti — gusci di pasta frolla ripieni di marmellata di amarene o crema di mandorle — e le mandorle tostate nelle loro diverse preparazioni non sono una specialità recente: appartengono a un sistema di saperi trasmessi all'interno delle famiglie e delle botteghe artigiane da generazioni, legato alla disponibilità locale di mandorle, fichi e agrumi che il paesaggio agricolo della Valle d'Itria ha prodotto per secoli.
Ceglie Messapica non è un luogo che si esaurisce nella visita al centro storico. Il paesaggio che la circonda — uliveti antichi, masserie chiuse da muri a secco, trulli isolati nei campi — è parte della stessa storia: un territorio costruito lentamente da una civiltà contadina che ha lasciato segni tanto duraturi quanto discreti. La continuità tra il borgo e la campagna che lo circonda è forse l'elemento che distingue Ceglie dagli altri centri della provincia: non una città che guarda alla campagna, ma un insediamento che con essa ha sempre mantenuto un rapporto di stretta interdipendenza.
Mfran22 · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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