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Piccolo centro irpino il cui borgo antico in pietra è stato restaurato e trasformato in un borgo-presepe, con vicoli, fontane e chiese medievali che raccontano la vita rurale dell'entroterra campano.
Castelvetere sul Calore si trova a 750 metri sul livello del mare, sulle pendici del Monte Tuoro, nella Valle del Calore Irpino, a circa 26 chilometri da Avellino. Il territorio comunale si estende per poco più di 17 chilometri quadrati, confina con Chiusano di San Domenico, Montemarano, Paternopoli, San Mango sul Calore e Volturara Irpina, e conta oggi meno di 1.600 abitanti. Da questa posizione elevata il panorama abbraccia un arco di paesi che, nelle giornate limpide, si contano a decine lungo le dorsali appenniniche dell'Irpinia interna.
Il centro storico è costruito in pietra locale, con una trama di vicoli stretti, scalinate e piccole piazze che rispecchiano la logica insediativa dei borghi rurali dell'entroterra campano: case addossate l'una all'altra per contenere il freddo invernale, portali lavorati con sobrietà, fontane pubbliche che un tempo scandivano i ritmi della vita quotidiana. Questo impianto medievale è stato oggetto di interventi di restauro che ne hanno consolidato la leggibilità, e il borgo è stato valorizzato attraverso il progetto del cosiddetto borgo-presepe, una lettura del tessuto urbano che ne restituisce la stratificazione storica senza alterarne la sostanza architettonica.
Il patrimonio religioso è il filo conduttore di questa stratificazione. La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta risale nelle sue origini al XII secolo e rappresenta il punto di riferimento devozionale e urbanistico del paese. A essa si affiancano il Santuario della Madonna delle Grazie e la Cappella di San Sebastiano, edifici che documentano la continuità di una pratica religiosa radicata nel territorio e che, nella loro distribuzione all'interno del borgo, contribuiscono a definire i nodi dello spazio pubblico.
L'Irpinia interna cui appartiene Castelvetere è una delle aree della Campania in cui il paesaggio agrario e il patrimonio costruito si sono conservati in forme relativamente intatte, in parte per effetto dello spopolamento che ha interessato questi comuni nel secondo Novecento, in parte per la distanza dai principali assi di comunicazione. Il fiume Calore Irpino, che attraversa la valle sottostante, ha segnato storicamente le relazioni tra i centri della zona, e il suo bacino costituisce ancora oggi un elemento di coesione geografica e culturale tra borghi che condividono materiali, tecniche costruttive e tradizioni.
Fondo Antiguo de la Biblioteca de la Universidad de Sevilla from Sevilla, España · CC BY 2.0 — Wikimedia Commons
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