La dimora in cui il poeta Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita, oggi museo, conserva arredi e testimonianze del Trecento in un borgo medievale intatto sui Colli Euganei.
Sui Colli Euganei, nel tratto meridionale della provincia di Padova, Arquà Petrarca occupa il fianco di una collina con la compostezza di un borgo che non ha mai avuto bisogno di reinventarsi. Le strade lastricate, le case in pietra calcarea, la chiesa di Santa Maria Assunta con il suo portico: tutto concorre a restituire una stratificazione medievale rimasta sostanzialmente intatta. Il borgo è iscritto nell'elenco dei Borghi più Belli d'Italia, riconoscimento che in questo caso corrisponde a una condizione materiale verificabile, non a un'operazione di immagine.
Francesco Petrarca scelse Arquà come residenza negli ultimi anni della sua vita, probabilmente intorno al 1370, e vi morì nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374. La casa in cui abitò — un edificio trecentesco su due piani, con loggia e giardino — è oggi museo e conserva arredi e oggetti coevi, tra cui affreschi alle pareti che raffigurano scene tratte dalle opere del poeta. La gatta imbalsamata, tradizionalmente attribuita alla sua collezione domestica e collocata in una nicchia, è uno dei dettagli che la memoria popolare ha trasformato in leggenda; la sua presenza nell'edificio è documentata almeno dal Cinquecento. Il percorso interno permette di muoversi negli stessi ambienti in cui Petrarca compose parte del *Canzoniere* e dei *Trionfi*, senza la mediazione di ricostruzioni scenografiche.
A poca distanza dalla casa si trova il sarcofago in marmo rosso di Verona che raccoglie le spoglie del poeta, collocato su un piedistallo nel piccolo sagrato antistante la chiesa. La tomba risale al 1380 e fu eretta per volontà del genero Francesco da Brossano. Nei secoli ha attirato visitatori illustri — tra cui, secondo la tradizione, Ugo Foscolo — e continua a essere un punto di riferimento per chi studia la tradizione lirica italiana.
Il paesaggio circostante appartiene al Parco Regionale dei Colli Euganei, un'area vulcanica di origine oligocenica che interrompe la pianura veneta con una serie di rilievi isolati, coperti di boschi di carpini e castagni. Arquà si inserisce in questo contesto con una posizione panoramica che consente di leggere, in una sola direzione di sguardo, sia la morfologia collinare sia l'estensione della pianura verso est. Il poeta stesso, in alcune lettere latine, descrisse il luogo con apprezzamento esplicito per la quiete e per la qualità dell'aria.
Ciò che distingue Arquà Petrarca da altri luoghi legati a grandi figure letterarie è la misura del rapporto tra il sito e la memoria che custodisce. Non vi è apparato interpretativo ridondante, né una narrazione costruita attorno all'assenza. La casa esiste, gli affreschi esistono, la tomba esiste: la distanza di sei secoli e mezzo si misura negli oggetti stessi, senza bisogno di mediazioni aggiuntive.
Arqua Petrarca - Eglise SMaria .jpg: Patrice78500 derivative work: Lkcl it · CC0 — Wikimedia Commons
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