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Borgo medievale sui Colli Euganei, noto per aver ospitato gli ultimi anni di vita del poeta Petrarca, è tappa consolidata del cicloturismo e offre scorci pittoreschi di paesaggio collinare.
Sui Colli Euganei, nel territorio della provincia di Padova, Arquà Petrarca occupa un versante collinare con la compostezza di un insediamento che non ha mai cercato di essere altro da ciò che è. Il nome latino — *Arquatum* o *Arquata*, poi volgarizzato in *Arquada* — rimanda a una conformazione morfologica del terreno, e già questo dettaglio dice qualcosa sulla natura del luogo: un borgo che porta la propria origine incisa nella parola stessa con cui si chiama. Le radici dell'insediamento affondano nell'alto Medioevo, quando il sito si collocava lungo una probabile linea difensiva che connetteva la Rocca di Monselice — centro della giurisdizione politico-amministrativa longobarda — con Valle San Giorgio, Cinto Euganeo e la pianura verso Vicenza. Prima ancora, il territorio era stato abitato dagli antichi Veneti e, al tempo dell'imperatore Augusto, era inquadrato nella Decima regione italica. Sul finire dell'Ottocento, presso il Lago della Costa, fu rinvenuta una stazione preistorica riconducibile alla tarda età del bronzo, sviluppatasi sulle rive del piccolo lago ai confini tra i territori di Arquà e Monselice.
È il Trecento, tuttavia, a segnare la fisionomia che il borgo conserva ancora oggi. Francesco Petrarca scelse Arquà per trascorrervi gli ultimi anni della propria vita, a partire dal 1370 circa, e vi morì nel luglio del 1374. La casa in cui abitò — un edificio sobrio, affrescato con scene tratte dalle sue opere — è oggi un museo visitabile, che custodisce arredi e testimonianze dell'epoca. La tomba del poeta si trova nella piazzetta antistante la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, in un sarcofago di marmo rosso di Verona collocato su pilastri, divenuto nel corso dei secoli meta di pellegrinaggi letterari da tutta Europa. Il borgo deve al nome di Petrarca non soltanto la propria notorietà, ma anche la seconda parte della propria denominazione ufficiale, aggiunta in epoca moderna per distinguerlo da altri centri omonimi.
Il paesaggio che circonda Arquà è quello caratteristico dei Colli Euganei: rilievi di origine vulcanica ricoperti di vigneti e oliveti, con una vegetazione che cambia registro a seconda dell'altitudine e dell'esposizione. Il borgo è inserito nell'elenco dei Borghi Più Belli d'Italia e si trova all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, istituito nel 1989. Le strade strette, le case in pietra, le logge e i portali medievali compongono un tessuto urbano rimasto sostanzialmente integro, lontano dalle trasformazioni che hanno interessato molti centri della pianura padovana. La rete di percorsi cicloturistici che attraversa i colli passa anche da qui, inserendo il borgo in un itinerario più ampio che connette paesaggio naturale e stratificazione storica senza che l'uno prevalga sull'altro.
Alessandro Vecchi · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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