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Com’è nata l’idea di aprire un ristorante all’estero?
Beh diciamo che tutto nasce dai miei 23 anni di esperienza in Inghilterra. Lavoravo anche in Italia ma ho deciso di andarmene e qui in Inghilterra non mi sono mai mosso da quando sono arrivato lavorando in tutti i ristoranti della zona. Dopo tanti anni nella ristorazione ho deciso di elevare la nostra cucina e seguire il sogno di aprire un ristorante tutto mio dove poter offrire la nostra cucina, la nostra tradizione agli inglesi. Il caso volle che aprissi nel bel mezzo della pandemia, a marzo 2020 ho firmato tutti i documenti ma ho ufficialmente aperto a dicembre nel giorno del mio compleanno per dare un segno di ripartenza. Mentre tutti chiudevano io ho deciso di aprire, e non le nascondo che è stata dura ma per seguire il mio sogno ho fatto questo e altro.


Che tipologia di cucina proponete?
Il mio ristorante è un insieme di tutte le esperienze lavorative che ho affrontato negli anni. Si parla di esperienze tramandate anche dalla mia famiglia: mia madre, mia zia e mia nonna che mi hanno tramandato la passione per la cucina. Io sono nato a Ballarò dove si respirava amore per la cucina e dove ho imparato molto anche solo con gli occhi. Io cucino sia carne che pesce con anche piatti specifici vegetariani, vegani e anche un’ottima pizza lievitata 48 ore realizzata da me, vincitore per quattro volte del campionato inglese di pizza.

Quali sono i piatti che riscuotono maggior successo?
Allora conoscendo i gusti delle persone della zona, le loro abitudini e tutto so cosa mangiano e quotidianamente preparo in casa per esempio i ravioli, i tortelli, le paste… non sempre offro le stesse cose però questi sono i piatti che vanno di più quotidianamente.

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Quanto è importante l’estetica nei vostri piatti?
Direi importantissima, prima si mangia con gli occhi. Se la struttura di un piatto è buona anche l’estetica deve rispecchiarla. Al giorno d’oggi è anche difficile trovare un impiattamento particolare, io personalmente prendo anche spunto dagli impiattamenti degli altri ristoranti ma la cosa che mi interessa maggiormente è trovare una presentazione che rispecchi la mia personalità ed identità come ristoratore. Mi baso su degli studi ben precisi e sugli sbagli che ho fatto durante gli anni.

Come reperisce le materie prime per il suo ristorante?
Eh diciamo che è molto complesso reperire le materie prime. Qui in Inghilterra c’è l’idea dello “buy local, shop local”, personalmente giro tutti i giorni nei mercati per cercare materie prime fresche per il mio ristorante ma risulta molto difficile. Anche per la composizione del menù diventa difficile avere sempre le stesse materie prime per mantenerne uno per più di sei mesi/un anno. Anche reperire il pesce risulta complesso, soprattutto trovare prodotti particolari come un riccio per esempio. Spesso ho contatti anche con fornitori italiani che conosco personalmente e che fortunatamente mi spediscono materie prime di qualità ma è una sfida continua. Fortunatamente essere nato a Palermo mi ha dato la consapevolezza e l’esperienza per andare in giro sempre alla ricerca delle materie prime anche in posti dove non pensi si possano trovare.


Progetti per il futuro?
Beh diciamo che i progetti sono tanti, sono aperto da appena un anno in fin dei conti. L’idea è di migliorarsi sempre all’interno del mio ristorante, avere la forza di portarlo avanti con tutte le mie forze e portare l’originalità italiana ai massimi livelli senza copiare e senza adattarmi a qualcosa di già visto. Io spero di poter dare il via alla diffusione dell’italianità all’estero, spero di essere di esempio per altri e che quando guarderanno il mio locale dall’esterno potranno dire “lì fanno un’ottima cucina italiana”.
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