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Sig.Giuseppe

Come non lasciarsi ammaliare da un piatto gustoso di pasta fresca al sugo preparato con pomodori campani importati direttamente dall’Italia che sono sinonimo di qualità!?! Giuseppe ama presentare i suoi piatti conferendo loro un aspetto creativo che rimane impresso nei suoi clienti che oltre ad amare ciò che prepara lo adorano per la cordialità e l’umanità. Nel suo lavoro Giuseppe valorizza molto il “fattore umano”, ossia il rapporto con i clienti che lo cercano e con lui si confrontano continuamente in materia di cibo e Made in Italy che all’estero ha necessariamente bisogno di essere valorizzato e soprattutto tutelato.

Della situazione attuale del Made in Italy nel Massachusetts e della chiave del successo del suo ristorante, parliamo con Giuseppe in questa esclusiva intervista.

Com’è nata la sua passione per la cucina italiana?

È una tradizione di famiglia. Già da piccolo seguivo mia madre quando cucinava. Vivevo in Sardegna con la mia famiglia. Abitavamo in una fattoria in campagna e producevamo noi gli ingredienti che sarebbero serviti per i nostri piatti. Ho lavorato in Africa per molti anni in un settore diverso dalla gastronomia. Ma questa esperienza è stata altamente educativa per quello che avrei fatto successivamente. In Africa infatti mi sono anche occupato di gestire una mensa di lavoratori. Aprire un mio ristorantino italiano è sempre stato il mio sogno. Motivato da mia moglie americana, ci siamo trasferiti qui nel Massachusetts e ho aperto il mio ristorante concretizzano il mio amato sogno. Abbiamo riscosso subito un sorprendente successo.

Come definirebbe la sua cucina?

Una cucina tradizionale. Prepariamo piatti di pasta seguendo le ricette originali.

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 Ravioli con ripieno di zucca, mirtilli rossi e cipolla
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Burrata

Perché secondo lei la cucina italiana ha tanto successo all’estero?

È innanzitutto differente dalla cucina americana. La cucina italiana è la più sana al mondo. In questa caratteristica risiede la sua chiave di successo. Il merito va soprattutto ai prodotti freschi e genuini che sono alla sua base.

A proposito di prodotti, quali sono quelli Made in Italy ai quali non rinuncerebbe proprio mai?

Nel mio caso non rinuncerei mai ai pomodori pelati. Li importo direttamente dalla Campania. Fanno la differenza rispetto a quelli californiani che sono tanto diffusi nella mia zona. Anche la carne e le verdure italiane fanno davvero la differenza come freschezza e genuinità. Importiamo tanti altri prodotti Made in Italy come l’olio extravergine di qualità, i sottaceti e sott’olio, il prosciutto di Parma e la bresaola.

Quanto è importante l’estetica nella presentazione di un piatto al cliente?

Fa tantissimo. La presentazione è davvero importante. Dobbiamo conferire gusto ad un piatto ma l’occhio vuole necessariamente. I colori e l’aspetto di un piatto sono importantissimi.

Per lei quanto sono importanti i social media nella promozione del suo ristorante?

Sono molto coinvolto e attivo con i social. Prepariamo post e abbiamo contatti con le compagnie che si occupano di recensioni. Il cliente guarda e si lascia molto influenzare dai social. Non si può fare a mano di essi.

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Ravioli con verdure


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Antipasto

Quali sono i piatti che dobbiamo assolutamente assaggiare? Quali quelli più richiesti?

I piatti tradizionali come l’amatriciana, la carbonara e poi i piatti italiani americanizzati come il pollo alla parmigiana servito accompagnato con la pasta. È il piatto più richiesto. Abbiamo anche creato un piatto chiamato “North East” ed è un saltato di carciofo e peperone arrosto con aglio e vino. Si può aggiungere ad esso le capesante, il pollo o i gamberi e combinare tra loro questi tre ingredienti. Si creano così tante variazioni a seconda che venga condito con panna o salsa. Il North East è il nostro cavallo di battaglia.

La principale difficoltà per un ristoratore italiano all’estero?

Reperire la qualità del Made in Italy.

Com’è struttura la carta dei suoi vini?

Abbiamo vini sardi che sono molto apprezzati dai nostri clienti. Ho circa quaranta vini tutti italiani selezionati con tanta competenza e attenzione alla qualità.

Che tipo di atmosfera si respira all’interno del suo ristorante?

Un’atmosfera familiare e cordiale. Io giro continuamente tra i tavoli. La gente mi chiama, vuole conversare con noi. Per me i clienti diventano quasi dei familiari e degli amici. Abbiamo clienti affezionati che ci seguono da anni. Il fattore umano è molto valorizzato nel nostro ristorante e viene apprezzato anche per questo oltre al cibo di qualità.

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Interni del locale
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La parte più soddisfacente del suo lavoro?

La fiducia del cliente. Quando il cliente mi cerca per conversare con me e ricevere consigli e suggerimenti sulle pietanze e non solo. Questo è altamente appagante. Mi ripaga di tutti i sacrifici fatti fin ad ora. Mi motiva a continuare in questo lavoro.

Come si può tutelare il Made in Italy all’stero?

È difficile perché ci sono molti ristoranti che si spacciano per italiani ma non sono tali, nel senso che non utilizzano prodotti autentici. Prima erano gestiti da veri italiano. Ora sono passati nelle mani di altri popoli che non propongono il vero e autentico Made in Italy. Gestire il vero Made in Italy è diventato purtroppo difficile. Mancano le energie, l’entusiasmo e la motivazione che contraddistinguevano i ristoratori di un tempo.

ID Anticontraffazione: 11732Mariangela Cutrone


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