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Come è nata l'idea di diffondere la cultura della cucina italiana nel vostro ristorante in Spagna?
Più che idea era una realtà che avevamo già in Italia.
Una realtà che abbiamo deciso di riproporre qui dopo anni di esperienza in altri 2 ristoranti sull'isola, come responsabile di cucina e come chef.
Abbiamo così  deciso di riaprire Casa Morelino e  di riproporre i piatti della nostra tradizione italiana, cercando di trovare un filo conduttore anche con i prodotti che si trovano in questo territorio.

Alla luce di ciò, cosa ne pensate del lato creativo della cucina italiana?
E' essenziale. Bisogna innovare, essere creativi.
E' necessario partire dalla tradizione culinaria italiana,dai prodotti top del Made in Italy , ma ovviamente  poi andare oltre.
E' importante altresì che il cosiddetto “piatto della nonna”  sia  trattato con i guanti.
Su questo è possibile mettere un tocco di creatività e di innovazione, ma senza stravolgerlo.
Il mondo va avanti, la cucina anche; non si può sempre e soltanto guardare indietro.

Che tipo di atmosfera avete ricreato nel vostro ristorante?
E' una sorta di baita di montagna,completamente con interni in legno  e questo crea un'atmosfera ricercata, ma calorosa. Siamo situati nel centro dell'isola ed abbiamo voluto fare una cosa completamente diversa per distinguerci dalla massa.


Come potremmo dunque definire la vostra cucina?
Una sorta di cucina italiana legata all'arte.

Al Morelino c'è qualcosa di più che portare un piatto al tavolo.
Amiamo sorprendere, senza lasciare nulla al caso.
Il nostro menù e comunque basico, dove si trovano cioè i piatti della tradizione: la lasagna, la carbonara,l'amatriciana; i così detti “INTOCCABILI”.
Al 90% però vendiamo fuori carta e per questo molto del merito va al nostro caposala, che sa raccontare il piatto, le materie prime da cui è composto e come vengono lavorate in cucina.
Ad esempio la nostra tartare di salmone viene servita avvolta in carta di riso,creando un equilibrio tra parti croccanti,spezie ed il gusto forte del salmone.
Un altro esempio è la nostra mozzarella di bufala che viene affumicata direttamente davanti al cliente, all'interno di una campana di vetro e con l'affumicatore al tavolo.In questo modo il prodotto viene esaltato nella sua purezza un attimo prima di essere degustato.
Sono questi  i piatti che ci rendono famosi sull'isola.

Immagino che quindi il lato estetico della presentazione del piatto sia molto importante per voi.
Assolutamente si . E' essenziale dare quel “di più” ad una pietanza che si presenta.
L'importanza dell'estetica è il 50% della riuscita di un piatto.
Non a caso anche per questo siamo conosciuti come uno dei migliori ristoranti dell'isola.
La presentazione esige la perfezione e noi mireremo sempre a migliorarci.

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Quale specialità dobbiamo assolutamente assaggiare a Casa Morelino?
Senz'altro la pasta fresca fatta da noi, in tutte le combinazioni che ne possono derivare.
Quindi con del pesce fresco o carne ( rigorosamente fresca, perché qui non c'è nulla di surgelato). Potrei però anche consigliare la pizza, che facciamo con un forno a legna MAM. Un metodo  innovativo, con piatto rotante, combinato legna e gas.
Questa scelta oltre che per poter cucinare in maniera eccellente è stata fatta perché vivendo su di un'isola potrebbe essere rischioso affidarsi solo alla legna.
Inoltre molte persone vengono da noi anche solo a mangiare dolci.
Io ad esempio (ci racconta Antonio) sono un fanatico della pasticceria e la gente spesso arriva il pomeriggio solo per mangiare dolci.
Questo del dessert è un aspetto del menù che curiamo moltissimo e che invece viene un po' trascurato dalla maggior parte dei nostri colleghi.
Il ristorante deve essere un tutto tondo ed il dolce è fondamentale, considerando altresì che è l'ultima portata che viene servita, quella che in genere resta maggiormente impressa.


Da dove traete l'ispirazione per la creazione dei vostri piatti?
Da noi stessi e posso dire con orgoglio che siamo anche molto copiati.
Spesso quando creiamo un piatto nuovo, fuori carta,è facile che attiri altri altri ristoratori da noi.
Vengono ad assaggiarlo, studiarlo e tentano di imitarlo, così  nel giro di  pochi giorni lo vediamo riproposto proprio nei loro menù.
Noi creiamo a seconda di ciò che ci arriva ogni giorno e decidiamo al momento come lavorarlo.

Come è strutturata la vostra carta dei vini?
E' una carta molto importante, che rinnoviamo ogni giorno.
Abbiamo vini per tutti i gusti e da tutto il mondo.
Ovviamente il meglio della viticoltura Italiana, che la fa da padrone.
Però stiamo lavorando ad un pacchetto sempre più ampio di vini del mondo.
Oltre ai vini spagnoli/canari che non potremmo non tenere, abbiamo ottimi vini francesi,cileni, sudafricani, californiani,neozelandesi, australiani.

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Il lavoro del ristoratore richiede un grande investimento di tempo e di energie. Qual'è la parte che più vi appaga?
La cosa più bella che noi traiamo da questo lavoro è la soddisfazione del cliente che si affaccia in cucina per ringraziare. Per noi questo è l'appagamento totale, al di là del guadagno e di tutto ciò che c'è dietro.

Progetti futuri?
Puntiamo nel giro di 1 anno, al massimo1 anno e mezzo, ad essere la migliore cantina di Lanzarote. Siamo già tra i migliori, ma non ci basta, c'è ancora qualche bottiglia che ci contendiamo con pochissimi altri ristoratori.

In base alla vostra esperienza, quale consiglio dareste a chi vuole intraprendere una carriera nell'ambito della ristorazione italiana all'estero?
Pensiamo che a  prescindere dal posto dove si voglia intraprendere una carriera nella ristorazione (in Italia o all'estero) qualsiasi cosa si  faccia, va fatta con passione.
E' importantissimo metterci il cuore, senza lasciarsi abbattere da difficoltà o problematiche che comunque, esisterebbero in qualsiasi ambito lavorativo.


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Giuliamaria Colelli


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