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Caratteristico camminamento coperto medievale che percorre il crinale di una delle tre colline di Brisighella, originariamente usato dai lavoratori delle cave di gesso per trasportare il materiale estratto. È uno degli elementi più singolari del borgo romagnolo, poco noto al grande pubblico.
Brisighella sorge nella valle del Lamone, in provincia di Ravenna, su un sistema di tre rupi di gesso selenitoso che emergono dalla pianura come vertebre di un paesaggio antico. Su ciascuna di esse si erge un segno preciso del tempo: la Rocca manfrediana, la Torre dell'Orologio e il Santuario del Monticino. È in questo contesto di pietra e di quota che si inserisce la Via degli Asini, nota anche come Via del Borgo, un camminamento coperto che percorre il crinale della collina centrale e che costituisce uno dei manufatti medievali più singolari dell'Appennino romagnolo.
La strada nasce con funzione militare, come elemento difensivo integrato nel tessuto del borgo, addossata alla parete di gesso e sopraelevata rispetto alla piazza principale su cui si affaccia attraverso una serie di aperture ad arco. Ben presto, tuttavia, la sua vocazione cambia: diventa una via di transito per i birocciai, i carrettieri che estraevano il gesso dalle cave locali e lo trasportavano verso valle. Gli animali da soma — prevalentemente asini — percorrevano questo corridoio coperto al riparo dalle intemperie, e i loro conduttori vi ricoveravano le bestie al termine della giornata. È da questo uso quotidiano, ripetuto per generazioni, che il percorso ha preso il nome con cui è ancora oggi conosciuto.
Lungo la via si è sviluppata nel tempo una figura professionale peculiare: gli *s'ciucarèn*, gli schioccatori di frusta, che usavano l'arnese per guidare gli asini, per sollecitarli nel lavoro e per comunicare a distanza attraverso un codice di schiocchi. Questa tradizione non si è estinta con la fine del lavoro nelle cave: gli *s'ciucarèn* di Brisighella accompagnano ancora oggi le bande musicali locali, tra cui la Banda del Passatore, portando nelle occasioni pubbliche un gesto che ha radici nell'economia rurale del borgo.
Oggi la Via degli Asini è percorribile a piedi nella sua interezza. Il camminamento, con le sue arcate che si aprono sul borgo e sulla vallata sottostante, conserva la struttura originaria: un asse lineare coperto, stretto, in cui la pietra di gesso costituisce al tempo stesso il supporto della costruzione e il materiale che quella costruzione era nata per servire. La continuità tra il luogo e la sua ragione d'essere è raramente così leggibile come in questo tratto di poche centinaia di metri.
Zitumassin · CC BY 3.0 — Wikimedia Commons
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