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Sopra la frazione Cornetti di Balme, questo vallone selvaggio si snoda tra lariceti, torrenti e antichi alpeggi fino a un lago di alta quota in un paesaggio solitario e poco frequentato.
Balme è un comune di circa cento abitanti nella Val d'Ala, una delle Valli di Lanzo in provincia di Torino, stretta tra le Alpi Graie e percorsa dallo Stura d'Ala. Il paese sorge sulla sponda sinistra del torrente, circondato da boschi di larici che chiudono il fondovalle su tre lati. Da qui, o più precisamente dalla frazione Cornetti che si raggiunge imboccando una strada in discesa poco prima dell'abitato, si apre l'accesso al Vallone degli Ortetti, uno dei rami laterali meno frequentati di questo sistema alpino.
Il sentiero che risale il vallone attraversa dapprima una fascia di lariceto fitto, dove la luce filtra obliqua tra i fusti e il sottobosco rimane umido anche in piena estate. Più in quota il bosco si dirada, cedendo spazio agli alpeggi storici — strutture in pietra a secco che testimoniano una frequentazione pastorale ormai ridotta — e ai torrenti che scendono dai circhi glaciali sovrastanti. Il percorso, classificato di media difficoltà, consente varianti che includono i due Laghi Verdi e una deviazione verso il Bivacco Gandolfo, prima di raggiungere il Lago Paschiet, noto per le acque scure che riflettono le creste rocciose circostanti.
Il Lago Paschiet si trova in una conca di alta quota dove la vegetazione si fa rada e il paesaggio assume i caratteri propri del piano alpino: roccia, acqua, silenzio. Le acque del lago devono il loro colore scuro alla profondità e alla natura del fondale, non a inquinamento o alterazioni — è una caratteristica che distingue questo bacino dai laghi alpini più chiari e fotografati delle valli vicine. L'insieme del percorso ad anello, con partenza e arrivo a Cornetti, permette di attraversare in sequenza ambienti distinti senza mai perdere il contatto con la morfologia glaciale che ha modellato l'intera valle.
Ciò che distingue il Vallone degli Ortetti nel panorama escursionistico piemontese è la sua posizione ai margini dei circuiti più battuti. Le Valli di Lanzo nel complesso ricevono meno attenzione rispetto alle valli cuneesi o alla Valle d'Aosta, e all'interno di questo sistema già defilato, il vallone rimane ulteriormente appartato. Il risultato è un paesaggio che non ha subito le pressioni infrastrutturali tipiche delle mete alpine più celebrate: nessuna seggiovia nelle vicinanze, nessun rifugio attrezzato lungo il percorso principale, solo la presenza discreta del bivacco.
Balme stessa, con la sua parrocchiale e la Chiesa della Santissima Trinità del XVIII secolo in stile barocco, conserva i segni di una comunità montana che ha costruito la propria identità sull'alpinismo — la zona è storicamente legata alla figura delle guide alpine — e sull'economia agropastorale. Il vallone degli Ortetti è, in questo senso, il prolungamento naturale di un territorio che ha mantenuto una certa distanza dai modelli turistici di massa, non per scelta programmatica ma per conformazione geografica e per la scala ridotta di tutto ciò che lo abita.
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