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Fascia di campagna pugliese punteggiata di ulivi pluricentenari e piccole fattorie che rivelano il volto più riservato e rigenerante della regione, lontano dalla costa.
Tra Monopoli e Fasano, dove la Murgia digrada verso la pianura costiera, la campagna pugliese conserva una delle continuità agrarie più antiche del Mediterraneo. Gli ulivi che punteggiano questo entroterra non sono semplici colture: molti di essi hanno tronchi contorti e cavi che i botanici datano a oltre mille anni, organismi vegetali che hanno attraversato dominazioni normanne, sveve e aragonesi senza che il paesaggio attorno a loro mutasse nella sostanza. La varietà prevalente è la Ogliarola barese, radicata in questa terra argillosa e calcarea con una tenacia che il tempo ha reso visibile nella forma stessa delle piante.
Le strade secondarie che collegano le masserie di questo territorio — alcune delle quali risalgono nella struttura muraria all'epoca medievale — seguono tracciati che in parte ricalcano l'antica Via Traiana, la via consolare romana che attraversava la Puglia verso Brindisi. Percorrerle significa muoversi in un paesaggio che non ha subito le discontinuità visive dell'urbanizzazione costiera: i muretti a secco in pietra calcarea delimitano i fondi, le chiome degli ulivi si toccano sopra la carreggiata, e il suolo rossastro affiora tra le radici come un elemento della composizione. Il silenzio di queste ore non è assenza: è la qualità acustica propria di un territorio in cui l'attività umana procede ancora secondo ritmi stagionali.
La raccolta delle olive, che in questa fascia avviene tra ottobre e dicembre, scandisce ancora oggi l'organizzazione del tempo locale. Alcune masserie dell'area tra Fasano e la pianura di Martina Franca producono olio extravergine da cultivar autoctone con metodi che privilegiano la frangitura a freddo entro poche ore dalla raccolta, preservando le caratteristiche organolettiche di un frutto che cresce lentamente, in condizioni di stress idrico controllato. Il progetto territoriale "Millenari di Puglia" ha censito e valorizzato parte di questi esemplari, proponendo itinerari a piedi o in bicicletta di durata variabile, dai due ai dieci chilometri, che consentono di avvicinarsi agli alberi con la lentezza che la loro scala richiede.
Quello che questo paesaggio offre a chi lo percorre con attenzione è una misura del tempo diversa da quella quotidiana. Un ulivo millenario non è un monumento nel senso convenzionale del termine: non è stato costruito, non commemora nulla. È semplicemente sopravvissuto, e la sua sopravvivenza è leggibile nella corteccia, nelle biforcazioni del tronco, nella proporzione tra la chioma e le radici affioranti. In un'epoca in cui il paesaggio agrario italiano è spesso ridotto a sfondo, questo entroterra tra Monopoli e Fasano rimane un territorio in cui la forma del lavoro umano e quella della natura si sono sovrapposte per secoli fino a diventare indistinguibili.
Floliva · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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