A Geraci Siculo, borgo delle Madonie, la figura del fabbro ferraio — detto 'u furgiaru' — rappresenta una delle tradizioni artigianali più radicate, con la pratica peculiare dell'acciaiatura che rendeva gli utensili al tempo stesso resistenti e duttili.
Geraci Siculo sorge su una cresta delle Madonie a circa 1.070 metri di altitudine, nel territorio della città metropolitana di Palermo. Il borgo deve il proprio nome, secondo la tradizione etimologica, al greco *jerax*, che significa avvoltoio — un riferimento alla posizione elevata e alla natura aspra del paesaggio circostante. È in questo contesto montano, lontano dalle pianure e dalle vie commerciali principali, che per secoli si è sviluppata un'economia di sussistenza fondata su mestieri precisi, trasmessi di generazione in generazione con la stessa cura con cui si tramandava la lingua.
Tra questi mestieri, quello del *furgiaru* — il fabbro ferraio — occupava un posto centrale. Il termine deriva direttamente dalla forgia, la fornace alimentata a carbone di legna che portava il metallo all'incandescenza necessaria per la lavorazione. Nell'economia di un borgo montano come Geraci Siculo, il fabbro non era una figura marginale: produceva e riparava gli strumenti da lavoro dei contadini, dei pastori, dei boscaioli. Senza di lui, l'intero ciclo produttivo del territorio si interrompeva.
Ciò che distingueva i *furgiari* di Geraci Siculo era la padronanza di una tecnica specifica chiamata acciaiatura. Si trattava di un processo che consisteva nel saldare o incorporare acciaio sul ferro grezzo in punti strategici dello strumento — il filo di una zappa, la punta di un piccone — conferendo all'utensile una durezza localizzata senza comprometterne la flessibilità complessiva. Il risultato era uno strumento capace di resistere all'usura nei punti critici e di non spezzarsi sotto le sollecitazioni. Padroneggiare questa tecnica richiedeva anni di apprendistato: non bastava conoscere il fuoco e il martello, occorreva saper leggere il colore del metallo incandescente, riconoscere il momento esatto in cui intervenire.
Oggi la memoria di questo mestiere è custodita e documentata dal comune di Geraci Siculo, che ne ha raccolto tecniche e strumenti nell'ambito delle iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio immateriale del borgo. Geraci Siculo si è classificato terzo al concorso nazionale *Il Borgo dei Borghi* nel 2021, un riconoscimento che ha portato attenzione su un territorio la cui storia documentata risale almeno al VI secolo a.C., quando la colonizzazione greca raggiunse anche queste zone interne della Sicilia. Il *furgiaru* e la sua forgia appartengono a uno strato più recente di quella storia, ma non meno denso.
Federica Genzone · Public domain — Wikimedia Commons
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