Prima di proseguire
Questo sito usa solo ciò che serve a farlo funzionare: la lingua che scegli, l'accesso all'area riservata, e conteggi anonimi per capire se la ricerca risponde bene. Per le campagne pubblicitarie chiediamo il tuo permesso, e senza un sì non parte nulla. Vedi l'elenco completo.
Lama dei Peligni conserva un corpus di credenze popolari legate alla figura della strega, radicate nella cultura contadina locale e documentate da ricerche etnografiche. Una tradizione orale che rivela la stratificazione storica e antropologica del folklore abruzzese.
Lama dei Peligni sorge alle falde orientali della Majella, nel cuore della provincia di Chieti, in un territorio che combina un settore montano boscoso con aree collinari dove i terreni coltivati cedono progressivamente il passo agli incolti. Fino a pochi decenni fa l'economia del paese era fondata sull'agricoltura e sulla pastorizia; poi l'emigrazione ha svuotato progressivamente le case, portando la popolazione dai 3.958 abitanti censiti nel 1921 ai poco più di mille residenti attuali. È in questo paesaggio di spopolamento lento e di memoria contadina che il corpus di credenze sulle streghe ha trovato, e in parte conserva ancora, il proprio terreno.
Lo studioso Amelio Pezzetta ha dedicato un saggio specifico a queste tradizioni, documentandone l'evoluzione storica con l'obiettivo dichiarato di preservarne la memoria. Il lavoro si inserisce in una prospettiva etnografica che considera le credenze popolari fonti primarie per la conoscenza della storia culturale delle comunità rurali. Nella tradizione locale il termine "strega" non designa una figura univoca: racchiude la donna brutta e malvagia della rappresentazione più arcaica, ma anche la figura femminile autonoma e pericolosa per la sua capacità di seduzione, e infine le entità della mitologia popolare che nei secoli furono oggetto di persecuzione religiosa. A tutte queste figure si attribuivano poteri magici malefici, derivanti da un contatto con il demonio e con altre presenze soprannaturali, e attorno a esse si è stratificata nel tempo una gamma articolata di superstizioni.
Ciò che rende il caso di Lama dei Peligni particolarmente significativo per gli studi di folklore mediterraneo è la stratificazione stessa di queste credenze: vi si leggono tracce di un sostrato pagano preesistente alla cristianizzazione, poi ricodificate dalla cultura ecclesiastica e infine sedimentate nella pratica quotidiana delle comunità rurali isolate tra i monti. Le paure collettive di chi viveva in un territorio aspro, soggetto a carestie, malattie del bestiame e morti infantili inspiegabili, trovavano nella figura della strega una forma di spiegazione causale e, insieme, un sistema di difesa rituale. La trasmissione era esclusivamente orale, affidata alla voce degli anziani e ai contesti domestici, il che ha reso queste narrazioni particolarmente vulnerabili all'erosione demografica degli ultimi decenni.
Il saggio di Pezzetta, pubblicato anche attraverso il Museo Italiano dell'Immaginario Folklorico, si colloca in un filone di ricerca che tratta queste tradizioni non come curiosità residuali ma come documenti vivi di una storia sociale. La Majella, con i suoi boschi e i suoi borghi in lenta contrazione, continua a custodire frammenti di un immaginario che la modernità non ha del tutto dissolto — e Lama dei Peligni ne è, per chi studia il folklore dell'Italia interna, uno degli esempi più documentati.
Zitumassin · CC BY 3.0 — Wikimedia Commons
Attività certificate Made in Italy vicine a questo luogo.

RISTORANTE LA TORRE DI PRETORO DI SALVATORE PATRIZIA
Pretoro (CH) · 18.6 km

RISTORANTE SANTO'S
Orsogna (CH) · 21.1 km

DIBA BAR
Lanciano (CH) · 23.9 km
BRIOPACK - packaging
Poggiofiorito (CH) · 24.1 km

PIZZERIA NAPULE È
Lanciano (CH) · 24.8 km

Caseificio La Masseria Di Di Rienzo Luciano
Capracotta (IS) · 26.2 km