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Soncino è un borgo murato della pianura cremonese che custodisce una tradizione enogastronomica legata ai sapori decisi della Bassa, tra cui la cicoria amara e le ricette contadine della tradizione padana.
Nella pianura cremonese, dove la nebbia invernale distende il paesaggio fino a cancellare l'orizzonte, Soncino conserva intatta la propria cinta muraria medievale e, con essa, una tradizione gastronomica che affonda le radici — nel senso più letterale — nei terreni sabbiosi lungo la valle dell'Oglio. Il borgo, che figura tra i Borghi più Belli d'Italia, è attraversato da una storia agricola densa e poco raccontata, costruita attorno a una pianta erbacea perenne dai fiori celesti: il *Cichorium intybus*, la cicoria amara di Soncino.
La presenza di questa varietà nel territorio ha un'origine precisa e documentata. All'inizio del Novecento, Francesco Grazioli tornò da Genova con un sacchetto di juta contenente una manciata di sementi provenienti dall'Olanda — merce respinta, destinata a essere rimpatriata. Grazioli intuì qualcosa in quei semi e li portò nella Bassa cremonese. Insieme alla famiglia Zuccotti, i Grazioli sono considerati i capostipiti di questa coltivazione locale. La radice, che ha la forma di una carota e si raccoglie a cavallo tra autunno e inverno, trovò nelle zone dei fontanili il proprio ambiente ideale: terreni sabbiosi, in stato di decalcificazione, condizioni che la pianura padana offre lungo le fasce umide che costeggiano il fiume.
Quella che potrebbe sembrare una semplice coltura orticola è diventata nel tempo un progetto di comunità. Attorno alla radice amara di Soncino si è costruito un percorso che coinvolge produttori locali e giovani studenti di cucina, con l'obiettivo di tramandare sia la tecnica di coltivazione sia il sapere culinario legato a questo prodotto. Il progetto abbraccia tre generazioni e tiene insieme la memoria contadina con una prospettiva contemporanea, senza che l'una sovrasti l'altra.
Il sapore della radice è deciso, persistente, con quella nota amara che la cucina della Bassa padana non ha mai cercato di correggere o addolcire, ma ha invece valorizzato come carattere distintivo. In questo, la tradizione gastronomica di Soncino riflette un'estetica del gusto propria della pianura lombarda: diretta, senza ornamenti, fedele alla materia prima. La cicoria entra nelle preparazioni locali con la stessa naturalezza con cui il borgo si inserisce nel paesaggio — senza stridere, senza imporsi, semplicemente presente.
Soncino rimane un punto di osservazione privilegiato su una fascia geografica che i grandi itinerari enogastronomici tendono a sorpassare. La Bassa cremonese non offre scenografie alpine né colline da cartolina, ma custodisce una stratificazione di pratiche agricole e culinarie che resistono proprio perché radicate — come la cicoria — in condizioni di suolo e di clima che altrove non si ripetono.
Inzoli Maurizio · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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