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Il fiume Noncello nei pressi di Porcia offre percorsi naturalistici lungo le rive adatti a escursioni a piedi e in bicicletta, con possibilità di pesca e canottaggio in un contesto poco frequentato.
Il Noncello è un fiume breve — nasce dalle risorgive della pianura friulana e percorre poco più di una ventina di chilometri prima di confluire nel Meduna — ma il corridoio che traccia attraverso il territorio di Porcia ha una densità di paesaggio che la misura non lascia intuire. Qui, nel tratto pedemontano a nord-ovest di Pordenone, le rive si aprono in una sequenza di vegetazione ripariale, specchi d'acqua ferma e colline basse che segnano il passaggio tra la pianura alluvionale e le prime propaggini delle Prealpi Carniche.
I sentieri che seguono il fiume si muovono su un doppio registro: quello pianeggiante lungo le sponde, percorribile anche in bicicletta, e quello più mosso che risale verso le colline circostanti, dove il paesaggio cambia registro e rivela il carattere pedemontano del Friuli occidentale. Il territorio comunale di Porcia comprende le frazioni di Palse, Pieve, Rondover, Rorai Piccolo, Sant'Antonio, Spinazzedo e Talponedo, e i percorsi fluviali attraversano o sfiorano questo reticolo insediativo senza mai dissolversi nell'urbano. La vicinanza con Pordenone — il capoluogo dista pochi chilometri — rende il contrasto ancora più netto: ci si trova in un ambiente dove il fiume detta ancora i tempi, con le sue piene invernali, le acque basse d'estate, i canneti che cambiano colore con le stagioni.
Il Noncello non è l'unico elemento idrico di questo territorio. Il torrente Bujon, il torrente Sentiron e il lago Burida compongono insieme al fiume un sistema d'acqua diffuso che ha plasmato il paesaggio e, nei secoli, anche gli insediamenti umani. Nei pressi di Palse, gli scavi hanno restituito i resti di un villaggio paleoveneto databile tra il IX e l'VIII secolo a.C., riconosciuto come il più importante insediamento dell'età del ferro nel Friuli occidentale: un dato che colloca questi sentieri dentro una stratificazione storica che va ben oltre il paesaggio visibile.
Le attività che il fiume consente — la pesca nelle acque correnti, il canottaggio nei tratti più calmi — si inseriscono in una frequentazione che resta contenuta, lontana dai flussi che caratterizzano altri comprensori naturalistici della regione. Chi percorre questi sentieri incontra più spesso residenti che turisti, il che dice qualcosa sulla natura di questo luogo: un territorio che non si è costruito attorno alla propria visibilità, e che per questo conserva una misura propria.
Ilariascocco · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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