Prima di proseguire
Questo sito usa solo ciò che serve a farlo funzionare: la lingua che scegli, l'accesso all'area riservata, e conteggi anonimi per capire se la ricerca risponde bene. Per le campagne pubblicitarie chiediamo il tuo permesso, e senza un sì non parte nulla. Vedi l'elenco completo.

Territorio collinare sulla sponda sinistra del Tanaro, meno celebre delle Langhe ma ricco di borghi storici, natura aspra e coltivazioni vitivinicole di qualità.
Sulla sponda sinistra del Tanaro, il Roero guarda le Langhe da una distanza che è insieme geografica e di carattere. Il fiume segna un confine netto: al di là, le colline più celebrate del Piemonte enologico; al di qua, un territorio che porta il nome di una famiglia nobile astigiana — i Roero, che nel Medioevo ne controllavano castelli e terre — e che ha costruito nel tempo una propria identità, distinta e non derivata. Il riconoscimento UNESCO del 2014, che ha incluso i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Monferrato e Roero nel Patrimonio dell'Umanità, ha paradossalmente contribuito a schiacciare questa specificità sotto un'etichetta collettiva, dove il nome più sonoro tende ad assorbire gli altri. Il Roero resiste a questa semplificazione con la sua morfologia: colline più aspre, vegetazione più fitta, una natura che non si è completamente piegata alla geometria del vigneto.
Il paesaggio agricolo del Roero alterna filari ordinati a boscaglie che scendono ripide verso i fondovalle, in una composizione meno addomesticata rispetto alle Langhe. È in questo contesto che maturano i due vini a denominazione DOCG che identificano il territorio: il Roero Arneis, bianco ottenuto dall'omonimo vitigno autoctono a bacca bianca, e il Roero Rosso, prodotto prevalentemente da Nebbiolo. L'Arneis in particolare racconta qualcosa di preciso sulla storia locale: un vitigno che per decenni era quasi scomparso, coltivato in piccole quantità come ammorbidente nei blend di Nebbiolo, e che negli anni Ottanta del Novecento è stato recuperato e valorizzato fino a diventare il simbolo bianco di un territorio che produce quasi esclusivamente rossi nei comuni confinanti. Canale, centro principale del Roero in provincia di Cuneo, è il punto di riferimento commerciale e culturale di questa produzione.
Accanto alla viticoltura, il territorio esprime una tradizione enogastronomica che si estende al tartufo — il Roero rientra nell'areale di raccolta del tartufo bianco d'Alba — e a produzioni minori legate all'economia rurale storica, come il miele e i prodotti dell'orto. I borghi che punteggiano le colline conservano architetture medievali, castelli e pievi romaniche che l'Ecomuseo delle Rocche del Roero ha contribuito a connettere attraverso una rete sentieristica. Le "Rocche" del titolo sono le formazioni geomorfologiche caratteristiche di questa sponda del Tanaro: scarpate di tufo e sabbia modellate dall'erosione, che in alcuni tratti assumono forme quasi lunari, del tutto assenti nel paesaggio delle Langhe. È questa stratificazione — geologica, storica, agricola — a fare del Roero qualcosa che non si lascia ridurre a una variante minore di ciò che gli sta di fronte.
Virginia Scarsi · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
Attività certificate Made in Italy vicine a questo luogo.

' L CRUTIN
Castellinaldo (CN) · 3.6 km

SASHA BEAUTY - Microbading Expert
Castagnito (CN) · 7.6 km

D.IME.A. srls
Alba Cuneo (CN) · 11.6 km

Ristorante Pizzeria Agli Archi Alba
Alba (CN) · 12.1 km

CARANZANO EDILIZIA
Dusino San Michele (AT) · 13.7 km

Golosalba Dolci Artigianali Alla Nocciola Piemonte IGP
Diano d'Alba (CN) · 16.5 km