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Biotopo naturale nel territorio di Martina Franca, sulle propaggini sud-orientali della Murgia, caratterizzato da piccole lame integre e colline solcate dalle gravine del Vuolo e delle Pianelle, con peculiari condizioni microclimatiche.
Alle estreme propaggini della Murgia sud-orientale, dove il tavolato calcareo si piega verso la Piana di Taranto, la Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle occupa oltre 1.200 ettari nel territorio di Martina Franca, in provincia di Taranto. Il confine amministrativo sfiora i comuni di Massafra e Crispiano, ma il paesaggio non conosce queste divisioni: si distende continuo attraverso colline basse, lame strette e gravine che il tempo e l'acqua hanno inciso nella roccia con pazienza geologica.
Le gravine delle Pianelle e del Vuolo sono le nervature visibili di un sistema carsico ancora attivo. Le doline, le cavità e le pareti a strapiombo che le caratterizzano non sono scenografie casuali ma la registrazione di un processo millenario: l'acqua piovana, infiltrandosi nel calcare, ha scavato e dissolto la pietra dall'interno, lasciando in superficie un rilievo irregolare, poroso, discontinuo. Questo paesaggio carsico condiziona tutto il resto — la distribuzione del suolo, la ritenzione idrica, la temperatura nei fondovalle — e genera le condizioni microclimatiche che rendono la riserva ecologicamente distinta rispetto al territorio circostante.
Il bosco che ne risulta è dominato dalla quercia, con esemplari di età considerevole che convivono con la macchia mediterranea nelle zone più esposte e con formazioni più chiuse nei versanti riparati. La flora riflette questa stratificazione di ambienti: specie termofile sulle creste, vegetazione più umida e densa lungo le lame. La fauna segue la stessa logica di nicchie differenziate, trovando nella varietà morfologica del territorio una molteplicità di habitat in uno spazio relativamente contenuto.
Disseminati nel bosco, quasi assorbiti dalla vegetazione, restano i segni di un uso umano antico e prolungato: cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, tracce di carbonaie dove si produceva carbone di legna, strutture rurali che documentano una frequentazione secolare di questo territorio. La riserva non è uno spazio intatto nel senso di mai toccato, ma piuttosto un luogo dove il ritiro progressivo dell'attività umana ha permesso alla copertura vegetale di ricompattarsi attorno a queste presenze, incorporandole nel proprio ritmo.
Rispetto ad altre aree protette pugliesi di maggiore notorietà, il Bosco delle Pianelle riceve una frequentazione contenuta. La strada statale 581 al chilometro 14+900 segna il punto di accesso principale, ma l'assenza di un circuito turistico consolidato mantiene il luogo in una condizione di relativa quiete. È questa, forse, la circostanza che meglio ne preserva il carattere: un territorio dove la geologia, la vegetazione e la storia rurale si leggono ancora senza mediazioni.
Saggittarius A · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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