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Tratto costiero del Sulcis-Iglesiente percorribile in kayak tra la spiaggia di Porto Cauli e lo scoglio del Pan di Zucchero, in un paesaggio marino selvaggio e poco frequentato.
La costa nord-occidentale del comune di Iglesias, nel Sulcis-Iglesiente, conserva una delle linee di costa più integre della Sardegna occidentale. Tra la spiaggia di Porto Cauli, nella frazione di Masua, e il faraglione del Pan di Zucchero si estende un tratto marino che le strade asfaltate non raggiungono: lo si percorre via acqua, in kayak, seguendo falesie calcaree che cadono direttamente sul mare e che alternano pareti verticali a piccole insenature prive di nome sulle carte ordinarie.
Il Pan di Zucchero — conosciuto fino al XVIII secolo con il nome sardo Concali su Terràinu — è il faraglione più alto del Mediterraneo. La sua sagoma emerge dall'acqua a poche centinaia di metri dalla riva, con pareti rocciose che attirano anche gli appassionati di arrampicata. Visto dall'acqua, a bordo di un kayak singolo o doppio, il rapporto di scala cambia radicalmente rispetto all'osservazione da terra: la roccia occupa il campo visivo, il rumore del mare nelle cavità alla base diventa il suono dominante, e la distanza dalla spiaggia di partenza si misura in colpi di pagaia piuttosto che in minuti di cammino.
Il percorso costiero tocca anche Porto Flavia, il celebre impianto minerario costruito tra il 1922 e il 1924 dall'ingegnere Cesare Vecelli: un pontile a sbalzo scavato nella roccia a picco sul mare, attraverso il quale il minerale estratto dalle miniere dell'entroterra veniva caricato direttamente sulle navi. Passargli accanto dall'acqua restituisce la misura dell'impresa tecnica in modo che nessuna fotografia riesce a rendere con la stessa immediatezza. Più avanti, verso nord-ovest, si apre la Grotta Sardegna, accessibile solo via mare, e oltre ancora si incontra Cala Domestica, baia riparata con fondali chiari.
Questo tratto di Iglesiente non appartiene alle rotte più battute del turismo balneare sardo. La morfologia del territorio — costa alta, assenza di strade litoranee, fondali che si approfondiscono rapidamente — ha preservato una condizione di relativa solitudine anche nei mesi estivi. Chi affronta il percorso in kayak deve avere una familiarità concreta con la navigazione costiera: le condizioni del mare nel Canale di Sardegna possono mutare con rapidità, e alcuni tratti esposti richiedono attenzione alla lettura del vento e del moto ondoso. Non si tratta di un itinerario per principianti assoluti, ma neppure di un'impresa riservata a specialisti.
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