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Frazione del comune di Vagli Sotto, Fabbriche di Careggine è un borgo abbandonato dal 1947 e sommerso dalle acque del lago artificiale di Vagli, che riemerge periodicamente durante i lavori di manutenzione della diga.
Nelle Alpi Apuane, nel comune di Vagli Sotto, in provincia di Lucca, giace sul fondo di un lago artificiale ciò che resta di Fabbriche di Careggine: strade lastricate, muri in pietra, il ponte, la chiesa romanica di San Teodoro. Il borgo fu evacuato nel 1947, quando la costruzione della diga idroelettrica sul fiume Edron rese inevitabile l'allagamento della valle. I 146 abitanti furono trasferiti altrove. Il paese non venne demolito: rimase in piedi, e l'acqua lo coprì così com'era.
La diga fu completata e il lago di Vagli prese forma tra le montagne della Garfagnana. Da allora, il bacino è stato svuotato per lavori di manutenzione straordinaria soltanto quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983 e nel 1994. A ogni svuotamento, il profilo del borgo riemerge dall'acqua con una lentezza che non ha nulla di teatrale — è un processo tecnico, regolato da esigenze idrauliche, che produce come effetto collaterale la ricomparsa di un insediamento umano altrimenti invisibile. Nel 1994, l'ultima occasione documentata, oltre un milione di persone raggiunse la Garfagnana per osservare le strutture affioranti. Da quell'anno il lago non è stato più svuotato.
Fabbriche di Careggine appartiene a una categoria di luoghi che il Novecento ha prodotto con una certa regolarità in tutta la penisola: i borghi sacrificati allo sviluppo idroelettrico del dopoguerra. In Italia esistono altri casi analoghi — Curon Venosta in Alto Adige, con il suo campanile che emerge ancora oggi dalle acque del lago di Resia, è forse il più noto — ma Fabbriche di Careggine presenta una particolarità: la sua visibilità è intermittente, legata a un ciclo tecnico imprevedibile, e questo la rende una presenza discontinua nella memoria collettiva, qualcosa che torna e scompare senza preavviso stabile.
Secondo le informazioni circolate negli ultimi anni, il prossimo svuotamento programmato sarebbe previsto intorno al 2027. Sarebbe la quinta volta nella storia del lago. Nel frattempo, la chiesa di San Teodoro, il ponte e i muri delle abitazioni continuano a stare sott'acqua, in una conservazione involontaria che l'ambiente lacustre garantisce meglio di molti interventi di restauro. La pietra non marcisce; l'assenza di luce e ossigeno rallenta i processi di degrado. Il borgo esiste, anche quando non si vede.
Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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