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Tratto di costa rocciosa nei pressi di Polignano a Mare dove la scogliera calcarea si tuffa nel mare con forme frastagliate e grotte accessibili. Un paesaggio litoraneo che conserva caratteri naturali e tracce di frequentazione storica.
A nord del centro di Polignano a Mare, lungo la costa adriatica della provincia di Bari, la scogliera calcarea di Ripagnola si distende per alcuni chilometri senza che il paesaggio conceda pause o mediazioni. La roccia cade direttamente sul mare, modellata dall'erosione marina e dall'azione carsica in una successione di insenature, archi naturali e cavità che si aprono alla base della falesia. La luce vi penetra in modi diversi a seconda dell'ora e della stagione, e i fondali, dove la roccia lascia spazio all'acqua, conservano una trasparenza che rivela il dettaglio del fondale anche dall'alto.
La conformazione geologica di questo tratto di costa è quella tipica del carsismo costiero pugliese: il calcare cretaceo, solubile e fessurato, ha ceduto nel tempo all'azione combinata dell'acqua marina e delle acque meteoriche, producendo grotte accessibili dal mare e piccole cale difficilmente raggiungibili via terra. Tra le cavità più note figurano la Grotta del Guardiano e la Grotta dei Ladroni, i cui nomi popolari custodiscono una memoria d'uso che precede qualsiasi documentazione scritta. È proprio in questa zona di Ripagnola che gli scavi condotti nel corso del Novecento hanno restituito tracce di frequentazione umana risalenti al paleolitico medio e superiore, collocando il sito tra i riferimenti della preistoria della Puglia centrale.
La stratificazione storica non si ferma alla preistoria. L'area gravitava nell'orbita dell'antica Neapolis Pauceta, il centro greco-romano che precedette l'attuale Polignano a Mare e che, secondo le fonti della Pro Loco locale, avrebbe coniato moneta di stampo greco recante l'iscrizione NEAII. Le cale naturali di questo tratto costiero fungevano da approdi, integrate in una rete di scambi che percorreva l'Adriatico meridionale. La vicinanza alla via Traiana, che collegava Brindisi a Roma toccando l'entroterra barese, rendeva questo litorale un punto di contatto tra traffici terrestri e rotte marittime.
Oggi Ripagnola rimane esterna ai circuiti più frequentati che gravitano attorno al centro storico di Polignano, con la sua Lama Monachile e il lungomare affollato d'estate. La costa vi conserva un carattere più grezzo, dove la vegetazione mediterranea — macchia bassa, euforbie, piante pioniere radicate nelle fessure della roccia — occupa gli spazi che la pietra lascia liberi. L'accesso avviene principalmente a piedi, lungo sentieri che seguono il bordo della scogliera o scendono verso il mare attraverso passaggi stretti. Questo determina una frequentazione selezionata dalla conformazione stessa del luogo, più che da scelte di tutela formale.
Ciò che Ripagnola offre è essenzialmente una lettura del paesaggio pugliese nella sua versione più diretta: la roccia, il mare, il tempo geologico reso visibile dalle forme della costa. La storia umana vi è presente, ma come sedimento, non come scenografia. I ritrovamenti paleolitici, gli approdi antichi, i nomi delle grotte — tutto questo appartiene a uno stesso processo di adattamento a un territorio che non ha mai smesso di essere, prima di tutto, pietra e acqua.
Ri4tito · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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