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Borgo medievale dell'entroterra imperiese noto per la tradizione dolciaria locale a base di nocciole e per le piccole botteghe che conservano prodotti tipici dell'entroterra ligure di Ponente.
Cervo si stringe attorno alla chiesa barocca di San Giovanni Battista come un pugno chiuso sul mare. Il borgo, arroccato su un promontorio della Riviera di Ponente in provincia di Imperia, guarda il Mediterraneo da un'altezza che tiene insieme entroterra e costa in un equilibrio raro. Le sue vie lastricate, strette al punto da escludere qualsiasi traffico, conservano una continuità urbana medievale che non è stata corretta né integrata da interventi successivi di rilievo. È in questo contenitore compatto che si è sedimentata, nel tempo, una tradizione gastronomica che appartiene più alla collina che alla spiaggia.
La nocciola è il filo conduttore della dolciaria locale. Le varietà coltivate nell'entroterra imperiese entrano in biscotti, focaccine e preparazioni da forno che le piccole pasticcerie del centro propongono secondo ricette tramandate senza variazioni sostanziali. Non si tratta di una produzione industrializzata né di una reinterpretazione contemporanea: il formato è quello della bottega di quartiere, con quantità limitate e una stagionalità che dipende ancora dalla raccolta. Accanto ai dolci, l'olio extravergine di oliva — ottenuto dalla cultivar Taggiasca, diffusa in tutta la Liguria di Ponente — occupa uno spazio centrale nella dispensa locale, insieme alle olive in salamoia e alle conserve vegetali preparate secondo usi domestici.
Il mercato settimanale e le botteghe distribuite lungo i caruggi completano un'offerta che non si rivolge al turismo di massa. Vini regionali della Riviera Ligure di Ponente DOC, acciughe sotto sale lavorate a Oneglia — centro storico di Imperia, a pochi chilometri —, erbe aromatiche essiccate: sono prodotti che circolano in questo territorio da prima che il turismo balneare trasformasse la costa in qualcosa di diverso. Cervo è inserito nel circuito dei Borghi del Gusto della Liguria di Ponente, un riconoscimento che formalizza un'identità gastronomica già presente nella struttura quotidiana del borgo.
Ciò che distingue Cervo dalle mete costiere più frequentate della stessa riviera non è soltanto la scala — meno di mille abitanti residenti — ma la coerenza tra il paesaggio costruito e le abitudini alimentari che vi si sono formate. La cucina ligure di Ponente ha sempre mediato tra la scarsità della terra coltivabile in pendio e la disponibilità del mare: Cervo ne porta i segni in modo diretto, senza mediazioni scenografiche. Chi percorre il borgo fuori stagione trova le stesse botteghe aperte, gli stessi prodotti sugli scaffali, la stessa misura di un luogo che non ha mai avuto bisogno di reinventarsi per essere riconoscibile.
Jonathan Wilkins · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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