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Il tratto toscano di questo cammino di 107 km in cinque tappe attraversa l'Appennino tosco-romagnolo fino al Santuario della Verna, in un paesaggio forestale e montano poco battuto dai percorsi più noti.
L'8 maggio 1213, nel borgo di San Leo — l'antica Mons Feretri arroccata sulla sua rupe nel Montefeltro — il conte Orlando Catani di Chiusi nel Casentino donò a Francesco d'Assisi il monte della Verna. Da quell'atto nasce, otto secoli dopo, la logica di un cammino: 107,2 chilometri lineari che da Rimini risalgono l'Appennino tosco-romagnolo fino al Santuario della Verna, nel comune di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo. Cinque tappe, un dislivello progressivo, un itinerario che non appartiene al circuito dei grandi pellegrinaggi di massa.
Il percorso segue dapprima la valle del fiume Marecchia, corridoio naturale che ha orientato traffici e devozioni per secoli. Lungo questa direttrice si incontrano luoghi che il tempo ha lasciato in una condizione di relativa quiete: il Convento dei Frati Minori a Verucchio, dove cresce un cipresso tradizionalmente associato al passaggio del santo; il convento di Sant'Igne, fondato nel 1244 nel bosco ai piedi della rupe di San Leo; il convento delle Clarisse e dei Frati Minori a Sant'Agata Feltria. San Leo stessa — con la sua piazza Dante e la lapide che ricorda la donazione del 1213 — costituisce uno dei nodi narrativi dell'intero itinerario. Il paesaggio che circonda questi luoghi è fatto di boschi secolari, crinali aperti e borghi fortificati che l'economia del turismo di massa ha lambito senza trasformare in profondità.
La meta è il Santuario della Verna, sul monte omonimo a 1128 metri di quota. Qui nel 1224 Francesco ricevette le stimmate: un evento che ha conferito a questo luogo un peso nella storia francescana difficilmente paragonabile ad altri siti dell'ordine. Il santuario è raggiungibile anche dalla Via di Francesco proveniente da Assisi — percorso di 189 chilometri verso nord che tocca Gubbio, Città di Castello e Sansepolcro — ma chi arriva da Rimini percorre una traiettoria diversa, meno frequentata, che costruisce la meta attraverso la geografia stessa del Montefeltro e dell'Appennino aretino. La Foresta della Verna, con i suoi faggi e abeti, avvolge gli ultimi chilometri in un contesto vegetale che cambia registro rispetto alle colline attraversate nelle tappe precedenti.
Monsignor Antonio Tani, nel 1926, descrisse la Verna come «l'alta, nera, misteriosa» — aggettivi che restituiscono qualcosa di preciso sulla natura del luogo, la sua verticalità, la sua separatezza dal fondovalle. Il cammino da Rimini ha il merito di far guadagnare quella quota passo dopo passo, attraverso una sequenza di paesaggi che rendono l'arrivo il risultato di un percorso fisico oltre che simbolico.
Albarubescens · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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