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Un bosco dal carattere fiabesco sulle pendici del Gran Sasso, percorribile con un'escursione ad anello adatta a tutta la famiglia. La vegetazione fitta e l'atmosfera selvatica lo rendono un angolo di natura poco frequentato.
Le pendici orientali del Gran Sasso, nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, custodiscono aree boschive che il flusso ordinario dei visitatori raramente raggiunge. Il bosco di Val d'Angri si trova in prossimità di Santo Stefano di Sessanio, borgo medievale posto a 1250 metri di altitudine nel cuore dell'Appennino aquilano, e appartiene a quella fascia di territorio dove la montagna abruzzese conserva una densità vegetale che le quote più alte, spazzate dal vento di Campo Imperatore, non possono offrire.
Il paesaggio che si attraversa percorrendo il sentiero ad anello che costeggia e penetra il bosco è quello della foresta appenninica nella sua composizione più compatta: alberi ravvicinati, sottobosco fitto, una luce che filtra in modo discontinuo e muta con il procedere delle stagioni. In autunno la copertura fogliare restituisce colori che vanno dall'ocra al rosso cupo; in primavera il bosco si apre lentamente, con una progressione che segue l'altitudine. Il silenzio è una componente concreta di questa esperienza, non una promessa retorica: la Val d'Angri rimane fuori dai circuiti più frequentati, e il numero di escursionisti che vi transita resta contenuto anche nei mesi di maggiore movimento turistico nella zona.
Il percorso ad anello è praticabile senza attrezzatura tecnica specializzata, il che lo rende accessibile a chi non ha esperienza alpinistica ma cerca un contatto diretto con il territorio montano. La partenza avviene generalmente dalle immediate vicinanze di Santo Stefano di Sessanio, il che consente di abbinare l'escursione alla visita del borgo, la cui storia medievale è legata, tra l'altro, al commercio della lana carfagna sotto l'influenza della famiglia De' Medici nel XIV e XV secolo. Il contesto umano e quello naturale si trovano qui a breve distanza, ma rimangono esperienze distinte per ritmo e registro.
Ciò che distingue il bosco di Val d'Angri da altri percorsi dell'area del Gran Sasso non è tanto la spettacolarità del paesaggio quanto la sua qualità di luogo ancora non mediato: nessuna infrastruttura turistica lo attraversa, nessun pannello interpretativo ne scandisce la lettura. Il bosco si offre nella sua misura propria, e chi lo percorre è lasciato a costruire il proprio rapporto con quella vegetazione densa, con quella luce variabile, con quella porzione di Appennino che continua a esistere secondo tempi che non dipendono dal calendario delle presenze.
Gabriella Pesce · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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