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Borgo medievale dell'entroterra catanzarese affacciato sullo Ionio, noto per aver accolto comunità di immigrati negli anni Novanta in un esperimento di ripopolamento rimasto nella storia. Conserva un tessuto urbano antico e una vita di paese autentica.
Badolato sorge su uno sperone collinare nell'entroterra catanzarese, a pochi chilometri dalla costa ionica, a un'altitudine che consente di tenere sotto sguardo simultaneamente le acque del mar Ionio e i rilievi dell'Aspromonte. Il borgo medievale — fondato, secondo le fonti storiche, intorno all'anno Mille — si sviluppa lungo un impianto urbano che ha conservato la sua struttura originaria: vicoli stretti, scalinate in pietra, palazzi nobiliari con portali lavorati, chiese che segnano i nodi del tessuto abitato. La popolazione residente nel centro storico si è ridotta nel corso dei decenni, come accaduto a gran parte dei borghi calabresi dell'interno, lasciando molte abitazioni vuote e silenziose.
È proprio questo progressivo svuotamento che nel 1997 divenne il punto di partenza di un episodio rimasto nella memoria civile italiana. Quando una nave con a bordo circa duecento profughi curdi approdò sulle coste vicine, il sindaco di Badolato dell'epoca propose di accogliere parte di quei migranti nel centro storico disabitato, offrendo case vuote come alloggio temporaneo. L'iniziativa fu tra le prime in Italia a tentare di coniugare l'emergenza dell'accoglienza con il problema dello spopolamento dei borghi, e ottenne un'attenzione nazionale e internazionale che trasformò Badolato in un riferimento per il dibattito sulle politiche di ripopolamento. Il modello non produsse un insediamento stabile di lungo periodo, ma la sua eco rimase, e il borgo continuò a essere citato nei decenni successivi ogni volta che il tema tornò al centro del dibattito pubblico.
Il centro storico conserva diverse architetture di rilievo. La Chiesa di San Domenico, il Convento dei Domenicani e la Chiesa dell'Immacolata sono tra gli edifici religiosi che scandiscono il profilo del borgo. I palazzi nobiliari — tra cui Palazzo Marullo e altre dimore storiche — testimoniano una stratificazione sociale che nel Medioevo e nell'età moderna aveva fatto di Badolato un centro di una certa importanza per il territorio circostante. Il paesaggio urbano non è quello di un luogo restaurato per il turismo: le tracce del tempo sono visibili nelle facciate, nelle pietre consumate, nei portoni che non si aprono da anni.
La posizione geografica del borgo definisce anche il suo carattere percettivo. Da certi punti del centro storico la linea del mare è visibile in lontananza, mentre alle spalle si aprono i versanti boscosi dell'entroterra catanzarese. Badolato Marina, la frazione costiera nata nel dopoguerra per rispondere alle esigenze di chi si spostò verso il basso, è oggi la parte più popolosa del comune, con circa tremila abitanti contro i poche centinaia del borgo antico. Questa duplicità — il paese vecchio in quota e la marina a valle — è una struttura comune a molti insediamenti calabresi, ma a Badolato assume una leggibilità particolare, quasi didascalica, nella distanza fisica e demografica tra i due nuclei.
Ensahequ · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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