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Abbazia romanico-gotica ad Albugnano, nell'Astigiano, considerata uno dei complessi monastici medievali meglio conservati del Piemonte. Si trova in posizione isolata sulle colline del Monferrato, lontana dai grandi flussi turistici.
A circa un chilometro dal borgo di Albugnano, nel settore astigiano del Monferrato, la Canonica di Santa Maria di Vezzolano occupa il crinale di una collina tra vigneti e boschi cedui. Il termine "abbazia" con cui viene comunemente indicata è tecnicamente improprio: si tratta di una canonica agostiniana, un complesso monastico che non ha mai avuto la dignità abbaziale in senso stretto, ma che nel tempo ha acquisito quella denominazione nell'uso popolare. La distinzione non ne riduce il peso storico né la qualità architettonica.
L'origine del complesso è avvolta in stratificazioni leggendarie difficili da separare dalla storia documentata. La tradizione più diffusa attribuisce la fondazione a Carlo Magno, che attorno al 773, durante una battuta di caccia nella selva di Vezzolano, avrebbe vissuto un'apparizione terrificante — tre scheletri emersi dalla terra — e avrebbe poi eretto un luogo di preghiera per devozione alla Vergine. L'influenza carolingia sulla costruzione originaria resta però priva di prove convincenti. Più attendibile è l'ipotesi che il sito abbia origini romane: frammenti di embrici dell'epoca sono stati rinvenuti nelle vicinanze, e alcuni studiosi, tra cui il Settia, ritengono che Vezzolano sia nato come cappella privata di un castello edificato sui resti di una villa romana. Anche il toponimo è incerto: alcune teorie lo riconducono alla gens latina Vetia, altre all'abbazia francese di Vézelay, altre ancora a un termine medievale regionale — Vezzola o Vetiola — nel senso di recipiente d'acqua, per via di un ruscello che scorre nelle vicinanze.
Ciò che rimane al di là delle leggende è la struttura costruita tra il XII e il XIII secolo, che rappresenta una delle sintesi più coerenti tra romanico e gotico lombardo nell'intero Piemonte. La facciata è scandita da archetti pensili e lesene, con un apparato scultoreo di notevole finezza. L'interno custodisce il pontile — un tramezzo lapideo scolpito che divide la navata — con rilievi raffiguranti scene della vita della Vergine, opera di maestranze attive nel pieno romanico padano. Il chiostro, con le sue colonnine binate e i capitelli lavorati, conserva una misura proporzionale che le successive stratificazioni non hanno alterato in modo sostanziale.
La collocazione geografica ha contribuito a preservare il complesso da trasformazioni invasive. Raggiungibile percorrendo strade secondarie che attraversano le Colline del Monferrato — paesaggio riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità nel 2014 insieme alle Langhe e al Roero — la canonica è rimasta fuori dai circuiti più frequentati. Appartiene alla diocesi di Asti ed è visitabile con ingresso gratuito nei giorni di apertura, giovedì-domenica, dalle dieci alle diciotto. La gestione è affidata all'associazione che fa capo al sito istituzionale vezzolano.it.
HeavenMI · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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