ristorazione — Gubbio · Umbria
Gubbio custodisce il suo centro medievale con la stessa fermezza con cui custodisce le sue tradizioni di tavola. In Via Cavour, negli spazi di un frantoio che ha cambiato vocazione senza perdere memoria, la cucina umbra trova uno dei suoi indirizzi più onesti.
Lungo Viale Teatro Romano, a pochi passi dall'anfiteatro romano di Gubbio, un palazzo addossato alle mura cittadine nasconde una delle taverne più frequentate del centro storico. L'ingresso è discreto, come si conviene a un luogo che i gubbiesi custodiscono con la stessa cura riservata alle proprie tradizioni: bisogna cercarlo, e vale la pena farlo.
Dentro, le volte in mattoni a vista ricordano che questo spazio era un frantoio: la pietra è quella di sempre, l'atmosfera è quella di una taverna umbra autentica. I tavoli si riempiono di avventori che si salutano come vicini di casa, e il personale — descritto da più recensori come gentile e attento — tiene il ritmo senza fretta.
La cucina lavora sulla tradizione umbra senza scorciatoie: pappardelle al cinghiale, risotto alla zucca, passatelli in crosta di parmigiano, tagliata ai porcini con tartufo bianco. Accanto ai piatti della casa, la pizza artigianale ben condita e il piattone di antipasti misti del frantoio, che da solo racconta la generosità di questa cucina di territorio.
Un piatto che sa di territorio, un conto che non sorprende: la scheda racconta tutto ciò che la scena ha appena iniziato a mostrare.