ristorazione — Firenze · Toscana
In Via delle Belle Donne, nel cuore medievale di Firenze, una piccola finestrella murata nella facciata racconta ottant'anni di storia: è la buchetta del vino, da cui ancora oggi si porge il calice di aperitivo, primo segno di un'osteria rimasta fedele a sé stessa e alla città che la ospita.
La buchetta del vino è una finestrella murata nella facciata, larga quanto una bottiglia: le osterie fiorentine la usavano già nel Seicento per vendere il vino senza aprire il portone. All'Osteria Belle Donne è ancora in funzione: ci si avvicina, si chiede un calice, e il rito riprende esattamente come è sempre stato, nel mezzo del centro storico di Firenze.
Nata nel 1945 come punto di vendita di olio e vino della tenuta Viviani della Robbia, la storia di questo indirizzo cambia forma nel 1985, quando diventa osteria. L'alluvione del 1966 è già alle spalle, le mura hanno assorbito decenni di Firenze: la sala raccoglie quella memoria in un'atmosfera raccolta e intima, da rifugio cittadino dove il tempo rallenta senza fermarsi.
Dai fornelli escono i classici che Firenze non discute: la ribollita densa di cavolo nero e fagioli, la pappa al pomodoro, la trippa alla fiorentina, le pappardelle al cinghiale, la bistecca alla fiorentina. Il menu segue la stagione e la tradizione, senza mediazioni: ogni piatto porta il nome esatto del luogo e della tecnica che lo ha generato.
La scheda racconta la sezione dedicata al tartufo — taglierini, risotto con gorgonzola e radicchio, filetto — e tutti i dettagli di un indirizzo che Firenze considera di casa.