ristorazione — La Spezia · Liguria
Nel cuore di La Spezia, a pochi passi dal porto che ha segnato secoli di commerci e partenze, l'Antica Osteria dei Camalli custodisce un archivio vivo: le ricette della cucina ligure dal Settecento all'Ottocento, molte delle quali erano considerate perdute, ritrovano qui la loro forma originale.
Varcata la soglia, il nome racconta già una storia: i camalli erano i facchini del porto spezzino, uomini di fatica e di gusto schietto che hanno dato il carattere a questa città. L'osteria porta il loro nome con orgoglio, ed è oggi riconosciuta da Slow Food e consigliata dalla guida Le Routard 2026, due segnali che la qualità non è mai stata compromessa dall'abitudine.
Nella sala, il menù è un documento: ogni piatto porta la sua data e la sua provenienza. Il Bruzzo di Triora — il più antico formaggio italiano, già citato da Giulio Cesare — arriva dalla Liguria di Ponente; gli amaretti di Sassello completano una dispensa costruita con la stessa cura delle ricette. L'intero menù è disponibile anche in versione senza glutine, con pane fatto in casa.
Dalla cucina escono piatti che portano la memoria di secoli: lo stoccafisso alla baucogne, nato a Badalucco nel Settecento e arricchito di amaretti nell'Ottocento; la lasagna al tocco dell'Alta Val di Trebbia, antica razione dei battitori di grano; gli gnocchi di prescinseua, preparati con il formaggio ligure di produzione propria e conditi con il sugo di stuffo.
Un piatto alla volta, l'Antica Osteria dei Camalli restituisce alla Liguria le sue ricette più rare: vale la pena sedersi e scoprirle una per una.